Livorno – No, non vogliamo aspettare l'ultima partita dell'anno. Il motivo è semplice: i 90' che vedranno gli amaranto opposti al Prato non influenzeranno di una virgola il giudizio su questi dodici mesi, ampiamente positivi. La mancata promozione al primo anno di Serie C, con la sfortunatissima trasferta di Reggio Emilia, ancora negli occhi (così come l'arbitraggio di Giua nella gara di andata) non abbassa il voto altissimo degli amaranto neanche di un millesimo. Perché è lì che è nato lo zoccolo duro del gruppo che ha dominato la prima parte di questa stagione nella seconda parte di questo 2017. Lì è nato un nuovo patto d'acciaio con la città e la tifoseria, che ha potuto identificarsi in un gruppo che ha sudato e onorato la maglia come da troppo tempo non succedeva. La sconfitta, quasi un dettaglio. Anche se va detto che senza la maledetta partita contro il Como del 29 gennaio con i tre gravi infortuni che la accompagnarono (Cellini in primis) probabilmente la storia sarebbe stata diversa, molto diversa.
La società e l'ambiente, finalmente ricompattato, non si sono persi d'animo. La conferma di Protti come club manager e l'arrivo in società di Pecini, Facci e Laudicino hanno contribuito a rilanciare le ambizioni labroniche in campo e fuori. La scelta di affidare la panchina a un tecnico emergente, affamato e ambizioso come Andrea Sottil, reduce da due ottime stagioni a Siracusa, ha fatto il resto. Il suo Livorno è il classico mix di esperienza e gioventù sapientemente amalgamato. Il primo posto con 10 punti di vantaggio sulla seconda parla da solo. E il fatto che questa squadra lasci presagire ampi margini di miglioramento lascia ben sperare in vista del 2018 che ci apprestiamo ad affrontare.
Basti pensare che i futuri amaranto crescono non bene ma benissimo: indimenticabile il trionfo della Berretti amaranto che sotto la guida di mister Nappi ha conquistato il titolo nazionale di categoria battendo il Renate nella finalissima di Prato. Un successo che ha trovato continuità anche nella seconda parte dell'anno con il Livorno che sta letteralmente dominando il proprio girone.
Ma è tutto lo sport labronico ad aver vissuto un 2017 tutto molto positivo. Il derby promozione tra Libertas e Pielle di maggio ha riconsegnato alla città un assaggio della Basket City labronica dei tempi d'oro. Oltre 2mila spettatori per una partita di Serie C sono un patrimonio raro che non deve essere disperso. Nel nuoto abbiamo assistito alla consacrazione definitiva di Gabriele Detti, che a luglio a Budapest si è laureato campione del mondo negli 800 stile libero dopo aver conquistato il bronzo nei 400. Nella scherma, storico serbatoio di titoli “Made in Leghorn”, l'anno appena concluso è stato sicuramente quello di Irene Vecchi, capace di conquistare due ori e un bronzo tra giugno e luglio ai Mondiali di Lipsia e agli Europei di Tbilisi.
Anche quest'anno dunque la Livorno sportiva ha risposto presente all'appello. Con l'auspicio che il 2018 sia foriero di altre soddisfazioni. I presupposti per un 2018 di alto livello ci sono tutti.
Autore: Luca Aprea / Twitter: @Cafeponci
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