Livorno – Archiviata la lunga e infruttuosa trattativa con il gruppo di Primo Salvi per la società amaranto è tempo di rimettersi subito al lavoro per programmare la prossima stagione. I playoff, nonostante il grande impegno della squadra, non sono andati come sperato e il Livorno dovrà ripartire ancora una volta dalla Lega Pro che tornerà a chiamarsi “Serie C” come ai vecchi tempi. Una categoria che non compete ai gloriosi colori amaranto che meritano almeno la serie cadetta. Questo deve essere chiaro: un Livorno che vivacchia accontentandosi della terza serie non esiste.
L'incontro di Genova tra famiglia Spinelli, assessore Morini e rappresentanti della tifoseria è sembrato un buon punto da cui ripartire. L'inedita formula che potrebbe far entrare in società un nuovo gruppo dirigente chiamato ad occuparsi dell'area tecnica ha sparigliato le (poche) carte in tavola fino a questo momento. Protti dovrebbe rimanere ma gli altri? Armenia resterà? Doga verrà promosso direttore sportivo o continuerà a occuparsi del settore giovanile? E, soprattutto, chi sarà l'allenatore? Marco Nappi era in pole fino a poche ore fa, la possibile svolta societaria ha rimesso tutto in discussione. Ancora una volta.
E questo “solo” per quel che riguarda scrivanie e panchina. Già, perché ci sarebbe “anche” il campo. Il mercato è inevitabilmente fermo al palo. I contratti più onerosi sono quelli di Vantaggiato e Valiani e in un modo o nell'altro le loro situazioni vanno risolte. Anche due “senatori” come Luca Mazzoni e Ale Lambrughi, legati profondamente ai colori amaranto ma che hanno richieste, aspettano di capire cosa succederà. E questo solo per citare chi c'è già. Questa squadra, questo gruppo, ha dimostrato attaccamento alla maglia e può competere ad alti livelli. Lo sappiamo tutti, senza quella maledetta partita con il Como avremmo commentato ben altra stagione. Ergo, non c'è bisogno di svenarsi, basta andare a prendere un paio di elementi in grado di far fare il salto di qualità a questa rosa in cui inserire magari qualche giocatore di prospettiva da far crescere in caso di necessità. Il tempo delle chiacchiere adesso sta a zero. Bisogna muoversi, e in fretta.
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