Livorno – Era la partita più importante della stagione e gli amaranto non l'hanno sbagliata. Il Livorno infrange il tabù Siena (i bianconeri erano imbattuti all'Ardenza dal '97) e si riprende la vetta della classifica con una partita da recuperare. Il tutto a poche ore da un vero e proprio terremoto tecnico e societario che ha visto Spinelli dare il benservito in un colpo solo a tecnico e direttore sportivo. L'azzardo, almeno per il momento, ha pagato. La proverbiale "scossa" è arrivata e il Livorno in campo ha messo tutto l'ardore necessario per conquistare tre punti pesantissimi.
Squadra guarita? I tre schiaffi di Piacenza insegnano che non basta una singola vittoria, per quanto importante, per dichiarare il paziente fuori pericolo e la partita di sabato a Viterbo, contro la quarta forza del torneo, darà delle risposte. Tuttavia più di una volta abbiamo sostenuto che in un momento di difficoltà è conta soprattutto vincere, non importa come. Stasera non si è visto un Livorno brillante, anzi. Gli amaranto potevano, e dovevano, gestire meglio il preziosissimo gol di vantaggio è vero, ma fino all'ultimo secondo sono stati sul pezzo e hanno mantenuto alta la concentrazione. Veterani come Luci, Bruno, Vantaggiato e Valiani, di gran lunga il migliore in campo e non solo per il gol, hanno lottato come leoni. Troppo importante la posta in palio e pazienza se nella ripresa lo schema principale è stato spazzare via il pallone il più lontano possibile. Va bene così.
Adesso, come ribadito da Foschi, occorre dare continuità a questo successo. Il Livorno rabberciato, ferito e provato dalle mille vicissitudini che lo hanno tormentato è tornato davanti a tutti. Brutti, sporchi e cattivi: ma siamo di nuovo lassù.
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