Livorno – È stato un bel Livorno, quello visto a Venezia. E lo è stato soprattutto nel primo tempo, quando gli amaranto avrebbero potuto segnare più di una rete, ipotecando così una vittoria che sarebbe stata importantissima, per mille motivi. Ma la fortuna, un po’ come accaduto nel debutto a Pescara, non è stata benevola nei confronti di Luci e compagni. Peccato, ma dopo le brutte prestazioni con Cosenza e Lecce l’auspicata reazione c’è stata. E c’è stato anche il gioco: squadra corta, compatta, sempre in grado di sfruttare le corsie esterne con Porcino e Maicon, con là davanti Diamanti e Murilo a tenere costantemente in apprensione la retroguardia veneta. Insomma, un bel vedere. Poi nella ripresa un leggero calo, con Lucarelli che ha deciso di tornare al suo consueto 3-5-2 per gestire il finale di gara. Ma siamo sicuri che sia proprio questo il modulo più adatto per questa squadra? La domanda sorge spontanea, visto che le cose migliori gli amaranto le hanno fatte vedere quando hanno adottato soluzioni diverse: nella ripresa delle gare di Pescara e Cosenza e nella prima frazione del match di Venezia. Il 3-5-2 ha invece dato buone risposte solamente nel primo tempo della gara con il Crotone, partita nella quale il Livorno avrebbe meritato di più. Sono essenzialmente due i motivi che hanno destato qualche perplessità nelle settimane precedenti: 1) Diamanti non può venire sacrificato a centrocampo. La sua qualità va sfruttata maggiormente in zone più avanzate di campo, come accaduto a Venezia; 2) Luci non ha le caratteristiche per fare il regista. Il suo rendimento risulta notevolmente più elevato quando viene schierato in un centrocampo a due piuttosto che in un centrocampo a tre.
Ovviamente questi sono solo discorsi fatti dall’esterno: solamente Lucarelli può conoscere al meglio la rosa a propria disposizione. Ma il fatto che a Venezia, almeno inizialmente, abbia rinunciato al suo caro 3-5-2 significa che, forse, qualche dubbio è venuto anche a lui.
Autore: Davide Lanzillo / Twitter: @amarantanews
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