Livorno- Cristiano Lucarelli bomber amaranto e gemello del gol,  ricorda una delle ultime telefonate con Igor Protti in un post apparso su facebook :  Il 99 amaranto racconta nei dettagli: era  Venerdì 12 giugno, Lucarelli era sullo scooter e riceve una chiamata. Risponde, Cristiano racconta cosa si sono detti qui trascriviamo la riproduzione fedele della conversazione apparsa sui social:

«Cri, sono arrivato.» E io: «Come, scusa?». Igor «Cri, sono arrivato.» «Scusa, in che senso?»

Igor : «Nel senso che l’arbitro sta per fischiare la fine. È questione di ore o di giorni. Se puoi, vieni a casa.»

Sento qualcosa stringermi lo stomaco, un peso improvviso. Fatico a respirare. Vado subito a prendere la macchina e volo da lui.

Entro e lo trovo sdraiato sul letto, in soggiorno, con lo sguardo rivolto verso la finestra. La dolcissima Daniela mi dice: «Vi lascio soli», come se già sapesse che Igor avesse bisogno di parlarmi senza nessun altro presente.

«Cri, quando succederà, voglio che tu faccia tre cose per me.»

«La prima: voglio che tu riprenda la poltrona che mi hai regalato e la porti a casa tua. Vorrei che, ogni giorno, ti ricordi di quello che siamo stati io e te. La seconda e la terza, insieme a tutto il resto, per ora restano con me …»

Metterci a piangere, abbracciati su quel letto per diversi minuti, è stato un attimo. Eri leggerissimo: i segni della battaglia contro quella merda di tumore erano visibilissimi sul tuo corpo.

Ma tu non hai mai mollato. Hai portato la tua cucciola all’altare come un leone ferito, proprio come nella doppia finale dei playoff contro il Como: zoppicante, ma presente, perché fino alla fine si resiste.

Ora fratello riposa in pace. Goditi l’abbraccio con tuo papà, ma subito dopo lassù cerca e saluta anche Miguel il Moro, il Nassi e tutti gli amici della Curva Nord “Paradiso”, compreso gli altri tifosi del Livorno e non solo , che ti hanno amato ma che ci hanno lasciato anche loro negli ultimi anni, e soprattutto domani da Sopra lo stadio goditi lo spettacolo che la città  giustamente ti tributerà , mi manchi di già permalosone.....

Nelle parole di Cristiano c'è tutto il grande affetto e stima per una grande uomo,   che ha lasciato in ogni persona che lo ha conosciuto e frequentato magari anche  solo marginalmente,  un ricordo indelebile per le sue gesta da sportivo, ma anche per la sua profonda umanità e coraggio dimostrato dentro e fuori dal campo.

Ogni sportivo amaranto ha negli occhi ancora le gesta di questi  due campioni, due persone,  che hanno deciso di sacrificare la loro carriera per un sogno loro e di centocinquanta mila persone,  il ritorno del Livorno in Serie A.

E quel sogno grazie a loro è diventato realtà. E noi ragazzi, uomini, donne  livornesi abbiamo capito:  i sogni se ci crediamo fortemente si possono realizzare. Grazie Igor. Grazie Cristiano. E grazie a quel gruppo e spogliatoio magnifico di calciatori che si era creato in quelli anni, dove tutti sposavano la causa di portare il Livorno più in alto possibile. 

Sezione: Calcio / Data: Sab 20 giugno 2026 alle 12:49
Autore: Daniele Domenici
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