Livorno – Rimasto senza squadra dopo il fallimento del Rimini, Nicola Falasco è il terzino sinistro a cui il direttore sportivo Alessandro Doga e l’allenatore Roberto Venturato hanno inteso affidare le chiavi della fascia sinistra, nonostante l’agguerrita concorrenza di Edoardo Antoni e di Kevin Haveri: nato a Piove di Sacco il 5 ottobre di trentatré anni fa, Falasco è alla sua sesta esperienza nel campionato di terza serie, dopo quelle affrontate con le maglie di Feralpisalò (13 presenze), Esperia Viareggio (24), Pistoiese (36 e un assist in due stagioni ), Trento (11 e un assist) e, appunto, Rimini; limitando l’analisi alle sole partite di campionato, il suo curriculum in Serie C si articola in 85 presenze, condite da 2 assist e da ben 30 ammonizioni.
“Le mie prime impressioni qui a Livorno sono veramente ottime – ha esordito l’ex allievo di mister Cristiano Lucarelli, a Viareggio e a Pistoia – sono arrivato giovedì sera (il 15 gennaio, ndr) e ho visto i miei compagni di squadra soltanto venerdì, ma una buona metà di loro già li conoscevo per averci giocato assieme o contro: per questo motivo, sin dal primo istante, mi è sembrato di essere qui già da tempo e, arrivando a Livorno, si è così verificata una cosa che, in realtà, avevo già immaginato prima di partire”.
Nel corso dell’autunno, la risoluzione anticipata del contratto che lo legava al Rimini ha fatto sì che il calciatore si sia trasformato in un vero e proprio oggetto del desiderio per diversi club del Girone B del Campionato di Serie C, tra cui Campobasso e Ternana, ma Falasco ha scelto Livorno e il Livorno: “Livorno è una piazza a cui è difficile dire di no per cui, non appena è arrivata la richiesta da parte degli amaranto, ho detto «è la piazza giusta» e ho accettato senza pensarci: quella che mi ha riguardato è stata una trattativa lampo perché ritengo che Livorno sia una piazza storica e importante, che mi può dare tanto e a cui posso dare tanto; per tutti questi motivi, sono contentissimo di essere qui”.
Sabato scorso, a due giorni di distanza dall'approdo a Livorno, è arrivato il debutto in maglia amaranto, in occasione della trasferta di Guidonia: “Della partita in terra laziale, mi è rimasto principalmente impresso che mi sono divertito e l’ottimo feeling con tutti i compagni di squadra, a cominciare da quelli del reparto difensivo, e con il Mister (Venturato, ndr) contro le cui squadre ho giocato tante volte ed erano sempre le squadre più difficili da affrontare: è normale che, dal punto di vista fisico, io non sia al 100% e che mi manchi ancora qualcosa, ma il debutto è stato più che soddisfacente”.
Nonostante il ritorno a una vittoria esterna che mancava dal 23 settembre (Bra-Livorno 0 a 1 a Sestri Levante), il distacco sulla quartultima posizione in classifica è, comunque, di due soli punti: “Dobbiamo sistemare la classifica il prima possibile perché, in proporzione alla qualità dell’organico e alle ambizioni che la società deve avere, il Livorno ha tutte le qualità per poterlo fare: prima di tutto, viene il divertimento e lo stare bene insieme perché quando ci si diverte a giocare tutto riesce più facile, poi ci sono anche gli avversari; però, sono sicuro che anche i miei compagni di squadra sappiano che ci troviamo in una piazza ambiziosa e che il posizionamento che abbiamo adesso in classifica non rispecchi le qualità della squadra”.
“Con la società, non ho parlato di programmi futuri, che vadano al di là del 30 giugno: per quanto mi riguarda, sto pensando al presente e voglio concentrarmi soltanto di esso e sul contributo che potrò dare in questi mesi; poi, se e quando la società vorrà, sarò disponibile a discutere di eventuali programmi futuri, ci mancherebbe” ha concluso il classe 1993 che, nella sua lunga carriera, ha avuto come allenatori una pletora di ex amaranto (da Serse Cosmi a Walter Alfredo Novellino, da Claudio Foscarini ad Andrea Sottil, passando per Roberto Breda e Maurizio Domizzi).
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