Livorno- Marc Pfertzel, 30 anni, esterno francese che ha vestito la maglia amaranto dal 2003 al 2007, chiarisce e definisce apertamente la sua volontà di tornare a Livorno attraverso i microfoni di Amaranta.it. Il giocatore, ora in forza al Kavala nel campionato greco, rivela alcuni retroscena e con sincero affetto ricorda alcuni momenti del suo trascorso livornese.

Pfertzel, innanzitutto come ti trovi in Grecia? La stampa locale ha parlato di qualche piccolo problema con la società...

"A dire il vero non mi trovo male in Grecia, tuttavia mi sento troppo lontano da tutto quanto. Mio figlio attualmente è in Francia e lo vedo molto poco. Un altro dei problemi principali è l'organizzazione, niente a vedere con quanto mi sono abituato sia in Germania che in Italia".

Quanta verità c'è attorno alle voci che ti vorrebbero interessato a far ritorno a Livorno?

"Molta. Già nella sessione invernale di mercato, a gennaio, c'è stato un contatto con la società. Livorno era ed è per me una priorità assoluta, sarei stato disposto a dimezzare anche il mio ingaggio pur di far ritorno. La trattativa però non è andata avanti e sono andato in Grecia".

Un retroscena davvero interessante, non era giunta alcuna notizia a riguardo!

"Non ho mai dimenticato Livorno, perchè è questa città che mi ha lanciato nel calcio che conta. Devo molto anche al presidente Spinelli".

Stai seguendo le vicende attuali degli amaranto? Che cosa consiglieresti alla squadra?

"Certo, non ho mai smesso di seguirle da quando sono andato via. Non saprei però cosa consigliare, altrimenti mi sarei candidato come allenatore e non come giocatore [ride]. Quello che posso dire è che noi avevamo un gruppo veramente compatto e stupendo. Ogni settimana eravamo tutti insieme a cena fuori!".

Si tratta di un periodo che i livornesi ricordano con grande nostalgia...

"Bisogna ammettere che noi avevamo due fenomeni come Igor Protti e Cristiano Lucarelli che facevano la differenza, senza contare gente come David Balleri e Richard Vanigli, importantissimi a livello di spogliatoio. C'è da dire che eravamo una squadra vera nel senso della parola".

C'è una partita in particolare che porti nel cuore?

"Quella di Piacenza, quando conquistammo la promozione in serie A. Ancora oggi, ogni tanto, guardo le foto e ripenso a quei momenti, a quando giocavo su quel campo e i tifosi gridavano Serie A, Serie A, Serie A, impossibile dimenticare".

Ti ringrazio per la disponibilità. Per ringraziarti permetto che tu possa salutare la città nel modo che preferisci.

"Spero di tornare. Intanto voglio salutare tutti i tifosi, perchè mi hanno lasciato un segno indelebile. Un abbraccio".

Sezione: Calcio / Data: Gio 07 aprile 2011 alle 08:02
Autore: Fabrizio Bertini
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