Livorno – La retrocessione in Lega Pro, categoria che la squadra del presidente Spinelli non frequentava da quattordici lunghi anni, ha come logica conseguenza il ritorno di gare con tanti undici che gli amaranto non affrontavano da alcune stagioni: uno di questi è sicuramente il Prato di Leonardo Acori e del neo presidente Radici, che annovera tra le proprie file anche Luca Antonini, sfortunato protagonista in maglia amaranto della retrocessione consumatasi non più di due mesi e mezzo fa.
E, proprio allo scopo di festeggiare il suo trentaquattresimo compleanno (Luca Antonini è nato a Milano il 4 agosto 1982), Radio Sportiva ha voluto l’ex terzino sinistro amaranto nella veste di ospite della propria rubrica dedicata alle ricorrenze, dando modo al giocatore di ripercorrere le principali tappe della sua carriera e le ragioni di una scelta che lo vedono vestire la maglia dei lanieri a distanza di quindici anni dalla sua precedente esperienza.
Pur di tornare in biancoazzurro, Antonini ha deciso di rescindere il contratto annuale che ancora lo legava all’Ascoli e di ripartire da una categoria inferiore, ma è contento della scelta fatta: “Sono tornato a Prato dopo tanti anni, realizzando la curva perfetta che dovrebbe caratterizzare il percorso di ogni giocatore: partire dal basso e terminare la propria carriera nella società che ha rappresentato il trampolino verso il grande calcio; rispetto a quando avevo vestito la maglia del Prato in precedenza – ha proseguito Antonini – ho trovato un organigramma nuovo e con grande entusiasmo, con tante figure che curano giorno per giorno il buon andamento della società. Il periodo di preparazione nel ritiro di Fiumalbo (comune in provincia di Modena, ndr) può considerarsi ormai agli sgoccioli, dal momento che terminerà alla fine di questa settimana”.
L’intervista di questa mattina ha dato modo ad Antonini, tra le altre cose, di ripercorrere alcune delle principali tappe della sua carriera e di soffermarsi sull’attuale momento di Milan e Genoa: “A dire il vero – ha affermato l’ex difensore amaranto – non riesco ad immaginare un Milan senza Berlusconi: mi sembra incredibile che il presidente voglia passare la mano, ma, se pensa davvero di voler cedere la società, farà bene ad affrettare i tempi perché il Milan degli ultimi due - tre anni non è più il vero Milan. Condivido appieno, invece, la scelta di Montella, che reputo un grande allenatore”.
Solo parole al miele, invece, per il “suo” Genoa, lasciato la scorsa estate al termine della sessione di calciomercato: “Non credo che l’addio di Gasperini possa rivelarsi traumatico così come fu in passato: bene ha fatto Preziosi a scegliere Juric come suo successore perché il tecnico croato ha dimostrato a Crotone di essere un vincente, conquistando una promozione che non era nei piani della società calabrese, e saprà dare continuità al lavoro svolto da Gasperini. Per quanto mi riguarda – ha concluso Antonini – sono rimasto molto legato alla città di Genova, ai colori del Genoa ed alla tifoseria rossoblù: per questi motivi, una volta terminata la mia carriera di calciatore, vorrei tanto tornare a Genova, con un diverso ruolo all’interno della società rossoblù”.
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