Livorno - Non eravamo fenomeni prima, non siamo brocchi adesso. La sconfitta immeritata contro il Novara che ha bagnato nel peggiore dei modi l'esordio in panchina di Bortolo Mutti ha, se possibile, demoralizzato ulteriormente un ambiente già abbastanza depresso e incline, in tutte le sue componenti, all'autolesionismo.
Detto questo gettare la spugna prima di Natale e pensare solo e soltanto a raggiungere la quota salvezza quanto prima non è un atteggiamento da sottoscrivere. Sia chiaro, nessuno ci regalerà niente, ma questa squadra aveva un obiettivo dichiarato a inizio stagione: fare meglio della scorsa stagione, ergo centrare i playoff. Risultato ancora lì a portata di mano, il torneo non è nemmeno arrivato al giro di boa, in questo momento non ci sono sentenze per nessuno. Neanche per gli amaranto.
Basta un filotto di risultati utili per tornare a respirare l'aria tersa e pulita dell'alta classifica. Questa squadra non deve "ammazzare" il campionato soprattutto se si prende atto che anche chi ha le ambizioni ( e i mezzi) per farlo fa fatica e può prendere quattro schiaffoni alla prima luna storta. Però...occorre remare tutti dalla stessa parte in nome di una causa superiore, la maglia amaranto. Ok, le scelte sbagliate, ok le legittime contestazioni, ok la crisi e i provvedimenti restrittivi, va bene tutto, le attenuanti sono tutte valide ma...quando scende in campo la maglia amaranto ogni problema dovrebbe essere messo, almeno per 90', da parte. I mugugni, gli spalti deserti, gli avversari (e anche certi arbitri...) che maramaldeggiano nell'indifferenza generale fanno salire un po' di malinconia. E anche un filo di rabbia. L'Ardenza fino a non troppo tempo fa era il classico "catino bollente" dove tutti, perfino i campioni di Serie A, scendevano con un certo timore. Una delle frasi simbolo della tifoseria labronica era "Non un passo indietro". Concetto che non va dimenticato. Perché a Livorno l'impressione che di passi indietro se ne sian fatti ben più di uno. E' ora di tornare a camminare in avanti. E a testa alta.
Autore: Luca Aprea / Twitter: @Cafeponci
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