Livorno - Una squadra senza gioco, senza personalità, ma soprattutto senza testa. Questo è sembrato il Livorno visto nel pomeriggio a Crotone. Il timore è che l'inversione di tendenza annusata con Gelain sia già arrivata al capolinea. Magari non sarà così, ma non si può prendere un gol a metà primo tempo, per di più provocato da uno sciagurato colpo di testa di Emerson che ha servito al bacio il goleador Ciano, e poi non rendersi mai davvero pericolosi per settanta minuti. Questo è il punto più importante. E l'altro punto è che l'unica vera occasione è stata fallita ancora una volta da Biagianti, proprio come domenica scorsa contro l'Avellino, ed essa, al pari del gol del Crotone, era arrivata da un errore della squadra che difendeva, in questo caso da un assist del difensore crotonese Zampano, a dimostrazione che il match, in sé, è stato contraddistinto da tanto agonismo ma anche da poca lucidità su entrambi i fronti. Ma tant'è. Nelle fila amaranto, dove capitan Luci, Emerson e Biagianti sembrano le brutte copie dei giocatori che abbiamo conosciuto in passato, non c'è stata traccia, non vi è traccia, di quel carattere e di quella grinta che invece sono necessari per ribaltare determinate situazioni. Al Livorno manca un gioco corale, un impianto di squadra, quel qualcosa che ne' Gautieri ne' Gelain, evidentemente, sono riusciti a dare a questo gruppo di calciatori dove non mancano quelli di qualità, come dimostrano di essere i vari Siligardi, Vantaggiato, Jelenic, e dove potenzialmente lo sarebbero anche Rivas, Pires ed altri. Ma nel caos complessivo, anche coloro che dovrebbero trascinare gli altri, come ad esempio Ceccherini e Moscati, talvolta si perdono. Così all'occhio salta che manca un vero regista, che non c'è un giocatore in grado di creare scompiglio tra le linee avversarie, di fare cross ed imbeccare gli attaccati con facilità, di puntare l'uomo per creare la superiorità numerica, e via dicendo. Così come salta all'occhio che mancano degli esterni propriamente detti, mentre la difesa è il vero vulnus della squadra. Bernardini e Lambrughi non sembrano mai in grado di giocare la palla fermando l'azione e riorganizzando il gioco. E chi più ne ha, più ne metta. Mentre il portiere Mazzoni, al di là del coraggio e della grinta, alterna troppo spesso buone prestazioni a mezze papere come quella oggi. Per non dire, in conclusione, del caso Galabinov. Sarà pure indisponente, sarà di non facile gestione, ma è pur sempre un giocatore del Livorno e soprattutto è uno dei punti di forza della Nazionale di Bulgaria. Non si comprende perché deve scendere in campo con il contagocce. Anche questo caso contribuisce a confondere il quadro di una situazione decisamente complicata, per non dire preoccupante, dove la leziosità, per dirla con Gelain, deve essere lasciata da parte a vantaggio della concretezza, perché se non si cambia registro, sia chiaro, per questo Livorno rischiano di diventare di difficile raggiungimento anche i playoff, altro che la promozione diretta in Serie A. E speriamo di sbagliare.
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