Livorno - Meglio proprio non poteva andare. Almeno per come si erano messe le cose. L'Inter si traveste da babbo Natale primaverile e commette due errori che consentono al Livorno di strappare un pareggio in rimonta che nessuno, dopo lo 0-2 di Palacio, avrebbe avuto il coraggio di pronosticare, ma del resto in questa stagione tra partite non chiuse e riaperte dalle avversarie e rimonte (fatte e subìte) clamorose, col Livorno di certo non ci si annoia. Sperando (permetteteci la scaramanzia) che non sia un pari episodico come fu quello contro il Milan, si può dire che che il messaggio dato alle concorrenti per la salvezza è chiaro e forte: gli amaranto ci sono, stanno bene e segnano pure, un dato quest'ultimo rilevante e che riesce a mettere parzialmente in secondo piano l'ennesima doppietta presa da Bardi: sono ormai venti le giornate consecutive in cui la porta labronica viene sistematicamente violata ed non ci rimane che la legge dei grandi numeri per auspicare il ritorno all'imbattibilità. Quella stessa legge che si spera valga per la Juventus nel prossimo turno: quindici vittorie su quindici partite in casa fino ad ora e chissà che prima o poi... Intanto si può pensare alla gara contro la Vecchia Signora con uno spirito ben diverso, molto più sollevato e con una ritrovata autostima. La strada per la salvezza non passa dal capoluogo piemontese, ma una battuta d'arresto contro l'Inter avrebbe forse affossato ancor di più il morale con il rischio di affrontare i bianconeri da vittima predestinata. Ruolo che il pronostico comunque assegna di principio al Livorno, ma è pur vero che la squadra di Conte non vive un periodo di grande splendore almeno dal punto di vista delle prestazioni. Vale sempre il discorso in cui si devono combinare serenità e dose di fortuna ed anche la gran voglia di fare bene, di continuare a mandare messaggi chiarendo che gli amaranto saranno in corsa fino alla fine per la permanenza in serie A. Torino e Atalanta sono state due battute d'arresto, per il modo in cui erano venute, che avevano riaperto la strada al pessimismo di tanta tifoseria, considerandosi praticamente già in serie B. Invece la squadra è ancora viva e vegeta più che mai. Di Carlo e la squadra al miracolo ci credono eccome.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 01 aprile 2014 alle 14:09
Autore: Lorenzo Corradi
vedi letture