Livorno - Quattro settimane sono passate dalla fine del campionato e dal mesto ritorno del Livorno in serie B. In questo arco di tempo si può tranquillamente gettare le basi per il futuro ed avere le idee chiare su che cosa si intende fare in cadetteria. Purtroppo, ad oggi, una coltre fumosa sembra essersi alzata in via Indipendenza: ancora incerto il nome di chi andrà a ricoprire il ruolo di allenatore, ma anche quello di direttore sportivo e sui nomi della rosa. Spinelli non sembra avere fretta e magari aspetta di sapere che ne sarà del Bologna e del Siena, che se la stanno vedendo brutta in queste ore, tuttavia almeno un nodo a questo punto ci si aspettava che fosse stato sciolto e cioè quello del mister. Nicola ha un contratto ancora per un anno, ma ha pure almeno tre abboccamenti: Spezia, Brescia e Pescara, tutte piazze che se decidono di puntare su di lui, vuol dire che sognano in grande. Eppure la conferma stenta ad arrivare ed anzi, più passa il tempo e più le possibilità di vedere il tecnico di Luserna San Giovanni sulla panchina amaranto si allontanano. La notizia che il suo vice Gelain, poi, potrebbe essere il sostituto di Sergio Zanetti alla guida della Primavera sembra indicare che il passaggio di consegne è molto di più di una semplice possibilità. E come mai tanto ritardo? Spinelli promette una squadra valida, Nicola chiede di avere voce in capitolo nel calciomercato. Il presidente nell'incontro di una settimana fa ha detto di non aver visto il mister molto convinto della strategia societaria, il che vuol dire che le posizioni sono distanti. E, diciamocelo, difficilmente avvicinabili. Spinelli non ha mai permesso ad alcun allenatore di intervenire sulla campagna acquisti, o per lo meno non in maniera determinante per il mercato amaranto, neppure a Novellino, più esperto di Nicola e con quattro campionati di B vinti alle spalle: "Inutile che chiami tutti i giorni - disse il pres nell'estate 2011 - tanto il mercato lo faccio io". Ed in effetti chi scrive si ricorda benissimo la faccia dell'attuale tecnico del Modena quando il giorno del raduno a Tirrenia in luglio, messagli davanti la lista dei convocati, si accorse che mancavano in blocco i prestiti che chiese venissero riavuti (Iori, Barusso, Surraco, D'Alessandro), bofonchiando: "Almeno due di loro speravo di vederli". Pressoché improbabile che ciò venga concesso a Nicola, quando Spinelli intende fare il decisionista lo fa fino in fondo. Titoli di coda, allora? Facendo il giochino delle percentuali, quelle per l'addio sono ad oggi preponderanti e neppure di poco, ma, al di là di cosa le due parti decideranno di fare, sarebbe opportuno che la cosa fosse risolta in tempi celeri. Spinelli è un tipo che prima di fare la mossa decisiva riflette molto e, giustamente, prepara l'alternativa. Solo che qui ci pare che tempo ne sia trascorso a sufficienza per decidere. Sennò il vantaggio temporale accumulato su quasi tutto il resto delle squadre partecipanti alla prossima B sarebbe stato gettato alle ortiche, di fatto un errore clamoroso.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 16 giugno 2014 alle 22:33
Autore: Lorenzo Corradi
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