Livorno - E sono novantanove. E' il numero delle candeline che il Livorno spegne oggi, giorno del suo compleanno. Un anniversario che nessuno si immaginava di festeggiare in serie A, almeno andando indietro di una decina di mesi. Invece gli amaranto ci sono, in una posizione di graduatoria difficile, ma del tutto pronosticabile all'indomani del successo contro l'Empoli e tra l'altro in piena corsa per potere portare a termine il miracolo della permanenza in massima serie. Oggi però non vogliamo cantare le lodi della storia labronica o lasciarci andare a smielate dichiarazioni d'amore, ci interessa invece capire quali siano le prospettive del Livorno Calcio. Il centenario è sempre una ricorrenza particolare, per società, cose e persone, ma rispetto alle ultime due per cui è molto più logico fare un bilancio, nel calcio è l'occasione per riuscire a guardare oltre, immaginare il futuro e questo a prescindere se il 14 febbraio 2015 i cento anni del Livorno saranno festeggiati in A oppure in B e c'è solo una persona che è in grado di prospettare gli scenari possibili: Aldo Spinelli. A dicembre il patron non ne voleva sapere più niente, né del Livorno, men che meno del centenario, annunciando l'abbandono a giugno. Gli sbalzi umorali spinelliani vanno sempre contestualizzati: era in corso la serie di ko in campionato, la fiducia verso Nicola era praticamente scemata e la piazza in subbuglio. Il resto è ancora più recente: Perotti, Di Carlo, un mercato che sembra languire e poi il colpo Belfodil che, per i costi sostenuti, è comunque segno che alla serie A ci si tiene anche se si poteva fare oggettivamente di più. Vuol dire che dopo il momento "down" è seguìto quello "up"? Spinelli è tornato nuovamente sicuro di sé e del Livorno cercando di mantenere fede alla frase "Mai più in B" o almeno a quella più "moderata", ma decisamente buona, "Almeno cinque anni di A"? Ripetiamo: Belfodil (ma pure Mesbah) sono indizi e su quello ci dobbiamo basare, anche perché Spinelli non ha più toccato l'argomento "lascio-resto" e quindi è molto difficile pensare che cosa gli stia passando per la mente in queste settimane. L'unica cosa sicura è che in questo momento l'avvenire del Livorno passa esclusivamente da lui: se c'è voglia di rilancio e rimanendo saldamente in sella ancora per qualche tempo, allora perfino una retrocessione tra i cadetti potrebbe avere un gusto leggermente meno amaro e potremmo vivere un centenario sì al piano di sotto, ma con voglia ed entusiasmo per ripartire. Se invece si intende ancora smobilitare la prossima estate, se questa volta l'intenzione di andare avanti col Livorno è pari a zero, allora non è escluso (e comunque, per contro, affatto certo) che il futuro possa essere pieno di punti interrogativi, andando incontro a rischi già capitati recentemente ad altre piazze importanti del calcio italiano. Nei centenari si cantano le "sorti magnifiche e progressive" che l'avvenire ci riserverà ed è in qualche maniera ciò che il tifoso livornese vorrebbe sentirsi dire tra un anno esatto. Dal momento che il Livorno è ancora nelle mani di Aldo Spinelli, lui solamente può dire se le ambizioni amaranto siano ancora quelle di fare parte del calcio che conta.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 14 febbraio 2014 alle 17:11
Autore: Lorenzo Corradi
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