Livorno - Sognare si può. Il campionato di Serie B insegna. Ecco perché tutti possono sperare in qualcosa di grande. Chi conosce questa categoria sa bene quanto ogni anno segua sempre più equilibrio tra le squadre che la compongono, tra i giocatori che scendono in campo. Perché non sempre i valori vengono rispettati, perché in Serie B, a differenza della A, vince anche il carattere e la voglia di emergere, la voglia di stupire e credersi grandi, così tanto da poterlo diventare. Vedere per credere. Anzi, provate a chiederlo ai tifosi di Carpi e Frosinone, partite a fari spenti ad inizio stagione ed illuminate adesso da un cammino che le sta facendo grandi in una stagione dove c’è spazio per tutti. Gli emiliani, al loro secondo anno di B, hanno il miglior attacco del torneo, hanno vinto il maggior numero di partite e comandano la graduatoria in solitaria. I laziali, partiti con la speranza di salvarsi, dopo aver conquistato la promozione agli spareggi di Lega Pro, si ritrovano li, in piena zona promozione, a godersi la cima da un altezza che può far soffrire di vertigini chi come loro non è abituato a certi traguardi. Il campionato però non lascia spazio solo alle sorprese. Le nobili decadute dalla A, o quelle che provano a riconquistarla dopo anni di anonimato, partite col freno a mano tirato, adesso stanno cominciando a carburare. Livorno e Bologna viaggiano insieme, a braccetto, cercando di ostacolare il sogno delle due matricolanti. In piena zona playoff troviamo squadre che ormai abbiamo imparato a conoscere, che da anni provano a lottare per qualcosa di più di una semplice salvezza. Spezia, Avellino e Lanciano sognano, o almeno ci provano. Chi vorrebbe provarci è anche il Catania. In questo momento la grande delusione d’inizio stagione. Dodici punti in dodici giornate, un punto sulla zona playout. Poco, troppo poco per una squadra che doveva “ammazzare” il campionato e che in questo momento ha gli stessi punti della “Cenerentola” Virtus Entella, al suo primo storico campionato di Serie B. Per non parlare del Bari, squadra rinata lo scorso anno grazie al cambio di proprietà, con giocatori che erano riusciti a riportare 60mila persone allo stadio. I pugliesi, allenati da Mangia, sperano forse di ripetere il girone di ritorno che pochi mesi fa fecero del “La Bari” un qualcosa di magnifico, una storia da raccontare. Le difficoltà incontrate in questo inizio di stagione dai galletti sono però l’ennesima dimostrazione che ogni stagione ha una storia a se. In coda Crotone e Latina chiudono il cerchio. Queste due squadre lo scorso anno disputarono i playoff, con i neroazzurri che addirittura sfiorarono per un soffio la Serie A. Adesso si ritrovano entrambe nel baratro. Allora è proprio vero. In B c’è spazio per tutti, basta saperselo creare. Con sacrificio e tanta voglia di lavorare. Sognare si può.
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