Livorno - Il pronostico, come quello contro l'Inter, è stato rispettato. La Juve si gode la quinta vittoria di fila grazie a due fiammate in dieci minuti, mentre al Livorno vanno gli applausi proprio come quindici giorni prima al "Meazza", ma non i punti. Due partite gagliarde, con avversari sulla carta nettamente più forti, ma alla fine di gran lunga limitati. Solo che bastano pochi colpi di classe o magari la sfortuna (nel caso di Bardi a Milano) ed ecco che si raccoglie molto meno di quanto seminato. Non che il Livorno in queste due partite avesse meritato di vincere, visto che oggi come contro l'Inter si è reso pericoloso col contagocce, ma certamente se fossero venuti fuori due pareggi invece di due battute d'arresto non ci sarebbe stato niente da dire. Insomma contro le blasonate d'Italia gli amaranto hanno da rimpiangere qualcosina, il problema è che la squadra punge poco e quando si deve anche fare a meno della punta più pericolosa le cose si complicano all'inverosimile. Vietato arrabbiarsi troppo però. Spinelli, a caldo, sembra non averla presa troppo bene, prendendosela un po' con tutti a fine gara, Nicola compreso, anche se vogliamo escludere a priori che la sconfitta con la Juve sia fatale al tecnico di Luserna San Giovanni esattamente come lo fu per Colomba nel 2004. Il presidente parla di ingenuità e certamente i contropiedi sbagliati in entrambe le frazioni di gioco gridano vendetta, ma qui il mister non può farci niente. Altro discorso se si intende che quando il Livorno ha provato ad impostare i ritmi alti, la Juve ha progressivamente preso il sopravvento, mentre nel primo tempo i campioni d'Italia hanno sofferto i labronici versione squadra corta che copriva a meraviglia ogni zona della propria metà campo, ma se ci permettete è come voler trovare a tutti i costi un cavillo, credere o fare finta di credere che la differenza tecnica tra le due squadre non esista. Critiche, quindi, che preferiamo rimandare a dopo la partita di Verona contro il Chievo, ammesso e non concesso che ci sarà da criticare, quella sì nella quale si dovrà essere quadrati ed al contempo punire in attacco una diretta concorrente per la salvezza che si è presa la briga di regalare il primo dispiacere casalingo a Mandorlini. Oggi però vogliamo applaudire tutti i ragazzi di Nicola che si sono dannati l'anima per imbrigliare quella che al momento è la squadra più in forma del campionato e che farà di tutto per cucirsi la prossima stagione l'agognata terza stella sulla maglia, buon segnale, con la speranza che il vento cominci a girare anche dalla parte dei labronici. Anche questo un fattore che ad oggi è decisamente mancato.
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