Livorno - La trasferta a Torino contro la Juventus, si è sempre tramutata in una sorta di macabro tiro a segno per il Livorno da quando è tornato a calcare il palcoscenico della serie A. Le statistiche parlano chiaro: negli ultimi tre precedenti nella tana di bianconeri, altrettante sconfitte con dodici reti al passivo e tre all'attivo. E' come aver perso sempre per 4-1. Brutto come dato e a poco vale rimembrare che almeno in un paio di circostanze il divario fu eccessivo. Chi non si ricorda il 4-2 del 2005 con Danilevicius che sbaglia a porta vuota il tiro del 2 pari (recidivo....), o Capello che sul 3-2, impaurito, toglie una punta e inserisce un difensore, o il rigore generoso concesso per un fallo su Olivera che pone fine alla "tenzone"? L'anno dopo altri rimorsi: 3-0 dopo che per un'ora i torinesi erano stati messi alla frusta ed un rosso assurdo a De Ascentis, mentre interventi da codice penale di Camoranesi e dell'ex Chiellini venivano sanzionati a malapena col giallo. Ma tant'è, negli spogliatoi Capello inaugura le interviste con sperticate lodi al Livorno di Donadoni. Calciopoli impedisce l'edizione 2007 alla Juve, che si rifà con gli interessi alla "prima" del campionato successivo con un 5-1 anche questo con una sua storia dietro. Primo tempo 1-0, nella ripresa Rossini si divora il pari e poi arriva la goleada, anche con una rete fatta con la natica da Iaquinta. Loviso accorcia ed esulta in maniera poco consona. Breve excursus storico, questo, per far capire quanto prima di partire per Torino, ultimamente, serva una benedizione. Sulla carta c'è però qualche differenza tra il passato ed oggi: "quelle" Juve non erano decimate come quella di domani ed il Livorno, almeno per ora, sembra dipendere molto meno da una singola persona e fa del collettivo la propria forza. Beninteso, la formazione che Ferrara manderà in campo domani, approderebbe tranquillamente minimo in Europe League, ma psicologicamente non avere i vari Diego, Del Piero, Cannavaro ed altri ancora è un punto a favore di Russo e Ruotolo, che oltretutto hanno un organico che fin'ora ha dimostrato gan carattere. Chiedere a Napoli e Milan. Ce la può fare questo Livorno, allora? Se scende in campo convinto che gli avversari siano indeboliti dalle assenze, ci vorrà nuovamente il pallottoliere; se invece entra con lo spirito che per ora lo ha contraddistinto, sperare di rubacchiare qualcosa non è proibito. C'è poi il grande vantaggio della serenità: domani non sarà il Livorno ad avere gli occhi addosso (o per lomeno li avrà in minima parte), ma la Juve capolista, che dovrà confermarsi al vertice e dimostrare che quello col Bordeaux è stato un incidente di percorso. Non è una cosa da poco. L'importante è provarci con la convinzione di poter dire la propria e non dimentichiamoci che mercoledi si va a Bologna. Quella sì che sarebbe da vincere...

Sezione: Editoriale / Data: Ven 18 settembre 2009 alle 20:38
Autore: Lorenzo Corradi
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