Livorno - Sempre più come due anni fa. La stagione del Livorno assomiglia paurosamente alla retrocessione del 2007/08: partenza stile bradipo, esonero con recupeo eccezionale del nuovo mister, rinforzi che o non arrivano o sono solo parziali, crollo nel girone di ritorno e cacciata dell'allenatore che faceva miracoli. La decisione di mandare a casa Cosmi è l'ulteriore conferma di questa che non è più oramai un'impressione, ma un'oggettiva constatazione. Dunque Serse se ne va e torna a sedere sulla panca la strana coppia Russo-Ruotolo. E per che cosa? Sfizio spinelliano dopo il "j'accuse" contro l'ex allenatore reo di avere sbagliato non si sa che cosa se non di avere schierato subito Lucarelli, nominato ufficialmente dallo "sciù" come il vero e autentico responsabile della retrocessione in B? Come se quando si retrocede avvenisse per colpa di un giocatore solo...  Diciamocelo: la scelta non ha molto senso e forse dovremmo togliere anche il "molto". A sei giornate dalla fine la squadra ha un ritardo di otto punti dalla quart'ultima, quella Lazio che mai e poi mai saluterà la massima serie dopo 22 anni; inoltre l'Udinese ha chiuso ogni porta agli amaranto per un eventuale recupero col 3-0 a quell'armata Brancaleone che si chiama Juventus. La gara di domenica al "Picchi" avrà molto più valore per Di Natale e compagni comunque ancora alla ricerca di punti per la tranquillità.
Ruotolo quest'anno quasi sicuramente non farà il miracolo di un anno fa e inoltre il contesto non è lo stesso. A maggio 2009 si trattava di stimolare una squadra che, bene o male, combinava disastri solo in casa ed era terza in classifica; ora la situazione è pressoché del tutto compromessa e sarebbe opportuno che i vertici societari (se rimarranno questi, a partire dalla proprietà) cominciassero a programmare la serie B 2010/11. Inutile. Più scriviamo e più non ci viene a mente un motivo che giustifichi la scelta della società, se non quella di trovare un capro espiatorio tecnico per una situazione che ha più responsabili, tra cui lo stesso Cosmi, sia ben chiaro, colpevole agli occhi di molti tifosi di avere dato carta bianca a Spinelli sugli acquisti di gennaio una volta ritirate le dimissioni (ed anche prima bisognerebbe ricordare le sue frasi dopo il 2-1 al Parma) dopo aver reso noto che si sarebbe fidato della dirigenza solo quando avesse visto giocatori di suo gradimento con la sciarpa amaranto al collo. E' avvenuto? No. E allora non sono pochi quelli che gli contestano il ritiro delle dimissioni: se ne sarebbe andato da vincente. Ma da lì in poi niente è stato più come prima: rapporti tesi con la società, spogliatoio che progressivamente si spacca, risultati sempre più negativi; eppure Spinelli lo conferma anche dopo le battute d'arresto pesanti contro Bologna, Siena ed Atalanta, dato che stride ulteriormente con quanto deciso in queste ore. Possibile che il presidente non si renda conto che la situazione è irreversibile? O forse spera che le possibili inchieste su Cagliari (intercettazioni telefoniche), Catania e Chievo (presunta combine) prendano un dirizzone clamoroso (leggasi eventuale ripescaggio per i labronici) per cui sarebbe cosa buona e giusta evitare l'ultimo posto? Ribadiamo: difficile interpretare e motivare una decisione che sfugge ad ogni logica. Presidente, ce la spieghi lei...

Sezione: Editoriale / Data: Lun 05 aprile 2010 alle 15:37
Autore: Lorenzo Corradi
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