Livorno - Non si possono fare certamente drammi. Il Livorno cade di fronte ad una Juventus che sta ritrovando la forma e, salvo clamorose ripetizioni del torneo '99/2000, festeggerà il suo trentesimo scudetto. Tutto ampiamente prevedibile, forse l'unico rammarico è la seconda rete presa a strettissimo giro di posta dalla prima, magari si poteva rendere più dura la vita alla Vecchia Signora ancora per un po', ma va bene così. Con molte assenze e Paulinho e Greco tenuti fermi per risparmiarli da ammonizioni che avrebbero portato a squalifiche in vista della partita contro il Chievo, il Livorno ha fatto la sua onesta figura. Ovvio che chi pensava ad un Livorno all'arrembaggio come fu nell'ultimo incontro giocato a Torino (2-0 pure lì) nel quale Buffon fu il protagonista assoluto della serata, ha sbagliato epoca. Quella era un'altra Juve, quella evanescente di Ciro Ferrara (e poi di Zaccheroni), che avrebbe mancato persino la qualificazione in Europa League. I bianconeri di Conte sono di un altro pianeta e si sapeva che ripartire ed arrivare in porta sarebbe stato non arduo, di più. La notizia, che deve confortare tutti in vista di domenica, è che il Livorno è stato in partita per i novantacinque minuti, senza farsi prendere dallo scoramento che poteva avere il sopravvento dopo che Llorente aveva timbrato due volte il cartellino. Tutt'al più gli amaranto hanno barcollato (e chi non barcollerebbe quando si prende due reti in tre minuti dalla Juve?), ma non rinunciato a giocare, certamente con tutti i limiti del caso visto che, oltre al divario lapalissiano tra torinesi e labronici, ai secondi mancavano pure i giocatori più tecnici. Se si cercavano segnali positivi, diciamo che Di Carlo ha di che compiacersi e onestamente è difficile trovare un giocatore del Livorno che abbia fatto una prestazione davvero negativa e, ribadiamo, se ci sono state delle pecche non dimentichiamo chi si aveva di fronte. Due esempi: che Piccini e Ceccherini vadano in sofferenza su Asamoah o che Valentini possa essere fatto fuori da Llorente (prima rete), a nostro avviso sono cose che ci possono ampiamente stare. Adesso la stessa concentrazione e determinazione deve essere riversata sul Chievo di Corini: qui non ci potranno essere attenuanti tecniche, perché è una partita che deve essere solamente vinta anche se molto difficilmente, se così sarà, lo si potrà fare pareggiando o ribaltando lo 0-3 dell'andata. Intanto cerchiamo di passare avanti ai clivensi ancora invitti contro il Livorno.
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