Livorno – Ebbene sì, contro l'Ascoli non si è toccato il fondo. Il Livorno Horror Show concede l'ennesima replica non richiesta e dopo aver regalato un felice Natale allo zoppicante Ascoli offre un sereno Capodanno anche al semiderelitto Lanciano. Nonostante un primo tempo discreto gli amaranto nella ripresa si sono sciolti alle prime avversità e hanno offerto le prime gioie stagionali al buon Marilungo, a secco da 15 mesi, che con una doppietta (!) ha fatto sprofondare il Livorno sempre più giù.

I numeri sono impietosi come gli spettacoli che da un paio di mesi a questa parte sta offrendo la squadra: il Livorno non vince infatti dal lontano 31 ottobre (2-0 al Trapani) e nelle ultime 10 partite ha raccolto la miseria di due punti, frutto di 2 pari e 8 sconfitte. Una media da retrocessione diretta. In questo lasso di tempo nessuno ha fatto peggio del Livorno, perfino il Como fanalino di coda ha fatto (molto) meglio. Il che è tutto dire.

L'esonero di Panucci invece di dare la cosiddetta "scossa" ha dato il colpo di grazia. La squadra, molto legata all'ex terzino di Roma, Milan e Real, si è letteralmente piegata su stessa, rendendosi protagonista di un'involuzione che anche alla luce dell'avvio sprint ha francamente dell'incredibile. Lo spogliatoio è tutt'altro che unito come dimostrano i casi di Maicon (di fatto fuori rosa) e Ceccherini (praticamente separato in casa). La tensione, si è visto anche a Lanciano, è alle stelle.

Tutti eravamo consapevoli che il Livorno non aveva una rosa attrezzata per competere con le prime della classe ma nessun addetto ai lavori avrebbe potuto pronosticare un simile crollo verticale. La scelta di Bortolo Mutti, fuori dal giro da due anni, aveva sorpreso e destato più di una perplessità, i fatti hanno dimostrato che erano dubbi più che legittimi.

Anche qui i numeri lasciano poco spazio alle interpretazioni. Lo score del tecnico bergamasco è a dir poco disastroso: su 7 gare disputate il Livorno ha raccolto 0 vittorie 2 pareggi e 5 sconfitte. Ha incassato 14 gol segnandone solo 5.
Panucci aveva lasciato la squadra al 7° posto in classifica in piena zona playoff dunque in linea con gli obiettivi prefissati. Con Mutti invece il Livorno è colato a picco chiudendo il girone di andata al 17° posto con un misero punticino di vantaggio sulla zona playout.

Persona perbene e professionista serio il tecnico in questi mesi però non ha legato né con la squadra né con la tifoseria. Sorpreso anche lui dalla chiamata di Spinelli in queste settimane il mister è sembrato rassegnato. La sostituzione di Vantaggiato a 20' dalla fine con la squadra sotto di due reti (anche se poi Bunino ha segnato il gol della speranza) è sembrata un segnale di resa incondizionata, oltre che un sintomo di sfiducia nei confronti del miglior giocatore della rosa amaranto. Perché?

Con il giro di boa il torneo cadetto osserverà un lungo periodo di sosta. Si tornerà in campo il 16 gennaio con la trasferta di Pescara. In queste settimane la squadra dovrà lavorare sodo per cercare di salvare il salvabile e la società dovrà prendere provvedimenti. Tra guida tecnica, recupero degli infortunati, mercato in uscita ma soprattutto in entrata tutta Livorno si aspetta delle novità. E devono essere convincenti. Così non si può andare avanti.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 27 dicembre 2015 alle 23:23
Autore: Luca Aprea / Twitter: @Cafeponci
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