Livorno - Considerazioni di mercato inevitabili per il Livorno. Finalmente la campagna trasferimenti si è ufficialmente chiusa, anche se già da oggi ds e procuratori terranno i telefonini accesi per intavolare trattative con chi è in scadenza di contratto e quindi libero sin da adesso di accordarsi con altre squadre in vista della prossima stagione. Ora però c'è da valutare gli accordi conclusi e vedere se gli amaranto abbiano avuto sulla carta gioavamento da essi oppure no. Pensiamo che si debba partire da un presupposto: in base a quale traguardo da raggiungere è stata impostata la campagna acquisti/cessioni? Ci spieghiamo meglio: se l'obiettivo è quello del piano triennale e quindi un torneo tranquillo per mettere le basi per il futuro, allora essa può essere ritenuta più che sufficiente. Un attaccante di prospettiva, un Under 21 con diritto di riscatto del 50% ed un gruppo di giovani in rosa in comproprietà o propri i quali possono soltanto maturare ulteriormente, con la cessione di Perticone tutto sommato accettabile. Se invece gli scopi fossero i play-off o niente meno che la promozione in A, allora le cose dovevano essere impostate in maniera differente e di molto, quindi il giudizio non può essere positivo. Con Romano che parte senza un sostituto almeno d'esperienza è difficile avere una retroguardia (che già ha preso 30 reti in 24 gare) competitiva con quella delle prime ed il discorso punta centrale rimarrebbe tale e quale a prima dell'arrivo di Galabinov. Insomma non ci sarebbe paragone con i rinforzi che Atalanta, Torino, Novara e Varese hanno preso, mentre il Siena doveva soltanto sfoltire la rosa e rimpiazzare Valdez (obiettivi centrati); persino il Grosseto del vulcanico Camilli sembra avere operato meglio. C'è poi un altro problema: il portiere. Quale sarà l'umore di De Lucia? Come la mettiamo con la competizione con Mazzoni? Non è che si può far finta che le diatribe tra la società ed il giocatore di Nola non siano esistite. Meglio guardarsi subito in faccia, chiarire o congelare le cose per il bene in primis della squadra e poi a stagione finita ognuno prenderà le sue decisioni. In definitiva un'altra domanda: il Livorno abdica al ruolo di protagonista del campionato? Il messaggio che quanto svolto in sede di mercato lascia passare è questo, ma è ovvio che ci auguriamo di sbagliare. Alcune a ridosso degli amaranto come Empoli e Reggina non ci pare abbiano lavorato meglio e non vorremmo che a maggio/giugno ciò fosse un rammarico. Non ci resta che confidare nel mister, che riesca a spronare questo gruppo che tutto sommato sta facendo ciò che gli era stato chiesto di fare ad inizio campionato e togliendolo dall'impasse attuale e far sentire i nuovi arrivati come parte integrante di esso e non di passaggio fino al 30 giugno.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 01 febbraio 2011 alle 16:12
Autore: Lorenzo Corradi
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