Livorno - Comincia a perdere qualche colpo il Livorno. La sconfitta contro il Como di quasi un mese fa qualche segno pare proprio averlo lasciato: il bollettino di guerra che seguì il fischio finale ha lasciato i suoi strascichi nelle gare seguenti. Tra Lucchese, Olbia, Giana e Renate solamente il portiere dei sardi, l'ex amaranto Ricci, si è dovuto chinare a raccattare palloni in porta. Ben tre e nessuno di questi messi dentro dalle punte, ma una giornata di grazia dei centrocampisti. Per il resto una sterilità che obiettivamente comincia a preoccupare: Maritato sembra bloccato dopo il doppio errore dal dischetto contro Como e Lucchese, mentre Murilo non vede la porta quasi da tempo immemore (oltre ad essere ancora troppo innamorato del pallone), il tutto dopo due arrivi di elementi che sanno come iniziare un'azione e come si mette un pallone dalle fasce: Valiani e Galli. In buona sostanza si sta avverando la profezia più cupa: sentire la mancanza di Cellini che, con quei due, sarebbe andato sicuramente a nozze. Nessuno ci leva dalla testa che col fiorentino in campo domenica contro un men che modesto Renate, il Livorno si sarebbe preso i tre punti in scioltezza. E purtroppo al momento non si può nemmeno fare molto affidamento su Calil, ancora troppo imbastito e pure lontano dalla porta. Altra nota dolente un Lambrughi che ci appare in una fase di calo, con Franco che probabilmente si meriterebbe la possibilità di prenderne il posto lasciando il ruolo di centrale difensivo per quello molto più naturale per lui di esterno sinistro. Ben inteso che la squadra non rischia nulla in chiave play off, che i margini contro concorrenti che hanno ripreso a correre come Giana e Viterbese è ancora rassicurante, ma dopo la roboante striscia positiva sono arrivati cinque punti nelle ultime altrettante partite, per di più con un doppio ko a domicilio. Paradossalmente la squadra è al terzo posto solitaria, anche perché l'Arezzo ha iniziato a scivolare e pure il secondo posto rimane ad un tiro di schioppo, ma per pensare in grande bisogna riprendere a fare del male alle reti degli avversari e niente di meglio, per riavere confidenza, che sfatare il tabù Siena, imbattuto all'Ardenza dall'ottobre 1997.
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