Livorno – La crisi economica attanaglia il nostro Paese. Le risorse mancano, i sacrifici vengono chiesti a tutta la popolazione. Forse, sarebbe meglio dire a quasi tutta la popolazione. Ma non è il caso di entrare nel merito di certe questioni, perderei il filo del discorso e ciò su cui voglio focalizzare l’attenzione.
C’è un’Italia, in questo momento che non sembra accusare il peso di vivere in un Paese che sta attraversando un momento difficile, è l’Italia sportiva e in particolare quella della scherma.
La scherma è uno sport nobile praticato da atleti sani che da anni stanno facendo grandi sacrifici. Nel giro di poco più di un decennio si è chiesto a questi atleti di sacrificarsi decurtando, di stagione in stagione, premi e rimborsi, diarie, possibilità di essere convocati a spese federali, borse di studio, perché ovviamente, di anno in anno, il rubinetto ha buttato sempre meno e, nonostante oggi questo rubinetto stia stillando gocciolina dopo gocciolina, i risultati non sono mai cambiati. Prova evidente di un vero e proprio piccolo Miracolo italiano.
Gli Europei di Sheffield ne sono la conferma.
Ori su ori e medaglie individuali ed a squadre, nel fioretto maschile e femminile, nella sciabola, nella spada, senza distinzione di sesso.
La scherma italiana appare in uno stato di salute a dir poco scoppiettante. Ma di chi sono i meriti?
Una giusta ripartizione deve tenere conto di tanti aspetti, forse troppi. Di certo il primo grande merito va agli atleti, avvantaggiati dal fatto di essere nati in una super potenza mondiale del settore, dove si tramanda di generazione in generazione, senza soluzione di continuità, un’immensa cultura. Quindi, dato il nostro sistema fondato sullo sviluppo e la formazione dei giovani campioni presso il reticolo capillare delle società sparse per il territorio, il merito di tutto quello che viene dalla base va alle società e ai tecnici che lavorano instancabilmente tutti i giorni, nella stragrande maggioranza dei casi dopo aver già prestato, in termini di orario di lavoro, il proprio servizio, chi al piantone di qualche caserma (nel caso dei tecnici che hanno praticato attività agonistica in gioventù per un gruppo sportivo), chi nell’ufficio dell’azienda di famiglia, chi presso il proprio studio, per poi alla sera convogliare le residue energie in palestra, per cercare di tramandare qualche preziosa nozione all’aspirante campione di turno.
Un sistema, quello della scherma italiana, che va avanti così da sempre. Fondato un po’ sul volontariato, un po’ sul dopolavoro utile all’arrotondamento (cosa che in tempi di crisi non si può affatto sottovalutare), e veramente poco sul professionismo, posizione goduta solo da un piccolo nucleo di persone che sono riuscite, per capacità o per scelta di vita, a trasformare questa passione in un lavoro vero e proprio.
A conti fatti sembra davvero non ci sia bisogno di alcun ritocco a questo sistema rispetto a quello centralizzato di Francia e Germania, dal momento che qui tutti portano il proprio contributo in termini di passione a tutti i livelli, garantendo alle nuove leve un’eredità culturale di grande spessore.
Nella Nazione leader di questo sport, Livorno è una delle capitali. Lo è sempre stata e dopo qualche decennio di appannamento, negli ultimi anni, grazie ad Aldo Montano, Andrea Baldini ed Irene Vecchi, ci si può sentire nuovamente fieri di essere livornesi armati di sciabole e fioretti.
Il futuro poi, sembrerebbe promettere ancora meglio viste le carte d’identità dei nomi che in queste ultime stagioni sono circolati per le pedane di tutto il mondo. Edoardo Luperi, Tommaso Lari, Lorenzo Nista, Alessandro Paroli, Olga Calissi, Beatrice Monaco, non sono più solo promesse di questo sport, ma qualcosa in più. E nell’ultima stagione si allenano all’ombra dei Quattro mori anche altri elementi di indiscusso interesse quali Eleonora Dini e Michele Del Macchia, pisani di residenza ma ormai già impregnati di una mentalità che solo in una piazza come quella livornese si può registrare.
A disposizione dei giovani appassionati, anche grandi mezzi però, valore aggiunto derivato proprio da una mentalità, appunto, di questo tipo.
A Livorno, infatti, da poco più di un anno si è potuto riscontrare anche il vivo interesse del Gruppo sportivo della Polizia di Stato che, impiantando sul territorio una Sezione giovanile della Fiamme Oro dedicata interamente alla scherma (prerogativa solo della nostra città), ha voluto dare un segnale forte per contribuire allo sviluppo delle potenzialità dei migliori elementi sulla piazza, offrendo loro una struttura completa tesa a favorire l’inserimento dei migliori nel panorama professionale della disciplina.
Non bastavano, poi, due società sulla piazza che oggi può contare, oltre che al circolo Fides e alla Scuola Scherma Rigoli, anche sulla neonata Accademia della Scherma, club costituitosi nell’ottobre scorso da una rottura interna al circolo di via Allende (il glorioso Fides, ndr) sulla quale, nonostante l’accorato appello di genitori ed atleti, nulla si volle fare per tentare una ricomposizione. Anche questo aspetto, tipico dei livornesi litigiosi e sempre fieri delle proprie idee. Risultato: un’altra realtà competitiva e con tanta voglia di fare bene, forte già di quaranta atleti, alla quale attualmente manca solo lo spazio idoneo per poter praticare i principi della propria scuola, ma alla quale il Comune di Livorno ha promesso il massimo impegno per assegnare, entro settembre, una sede sufficiente a soddisfare le necessità societarie.
Un tempo c’erano gli oratori, oggi ci sono le palestre a togliere i giovani dalle strade. Se poi i risultati in termini di raggiungimento di allori e di ricaduta d’immagine sull’ambiente sono quelli che quest’anno a Livorno si sono potuti registrare ben venga, a mio avviso, la pratica della scherma in ogni angolo della città.
Altre notizie - Editoriale
Altre notizie
- 23:40 Largo Igor Protti, il sindaco Salvetti: "Incredulità e amarezza"
- 22:23 Largo Igor Protti, il prefetto Dionisi: "Nessuna bocciatura, abbiamo solo rispettato la legge"
- 22:23 Stop a largo Igor Protti, la Nord convoca un presidio di protesta: "Vergognoso"
- 21:40 Largo Igor Protti, il prefetto Dionisi chiede approfondimenti sull'intitolazione
- 20:29 L'8 agosto al Picchi il Livorno chiuderà il precampionato con l'Empoli
- 20:16 Livorno, Magma sponsor tecnico per le prossime tre stagioni
- 22:56 Amaranta d’Estate, il 15 luglio la quarta puntata con Carruezzo
- 22:39 Mercato. Ghezzi lascia Livorno e approda alla Giana Erminio
- 23:48 Mercato. Bacciardi torna in amaranto, la firma nelle prossime ore
- 19:40 Dionisi si rivolge a Livorno: "Felice di aver fatto parte della vostra storia"
- 17:32 Venturato saluta Livorno: "Fiero dei risultati, è stato un viaggio bellissimo"
- 18:40 Esciua sui Lucarelli: "Momento storico, sono commosso e felice"
- 14:48 Cristiano Lucarelli davanti ai tifosi: "Ogni energia per seguire il volere di Igor"
- 22:02 Mercato. Dionisi lascia il Livorno, non rientra nei piani Cristiano Lucarelli
- 21:52 Ale Lucarelli si presenta: "Porto esperienza ma anche la passione da tifoso"
- 20:24 La Curva Nord: "Sempre presenti ma la frattura con la società è insanabile, i Lucarelli non siano parafulmini"
- 20:16 LNB. La Pielle chiude il roster con l'esperto Lorenzo Tortù
- 08:34 Ceccarini nella terna dei finalisti al Premio nazionale Storie di Sport
- 11:30 Notte Bianca dello Sport a Livorno sabato 11 luglio con Gianni Rivera
- 10:18 Alessandro Lucarelli sarà il nuovo direttore sportivo del Livorno
- 23:35 Amaranta d’Estate, l’8 luglio la terza puntata con Bonatti e Martelli
- 15:21 Risoluzione consensuale tra Cristiano Lucarelli e la Pistoiese
- 12:41 Musica per le orecchie amaranto
- 12:38 LNB. Pielle ha firmato l'ex nazionale Brian Sacchetti
- 10:35 Livorno, raggiunto l'accordo tra Esciua e Lucarelli per la panchina amaranto
- 23:15 Livorno, ancora nessun accordo tra Esciua e Lucarelli
- 22:43 Mercato. Dionisi vicino a firmare per la Lucchese in Serie D
