Livorno - Crediamo di averlo già scritto, ma lo ribadiamo: a Livorno non ci facciamo mancare niente ed il calcio non fa eccezione. Stagioni agonistiche che, a prescindere da come terminano, sono sempre movimentate, per non parlare dei tormenti spinelliani e delle vere o presunte trattative di vendita della società. Quest'anno (e non solo quest'anno) abbiamo fatto bingo: annata da calvario culminata con la retrocessione, il pres deluso che decide di mollare baracca e burattini e cessione del Livorno nelle mani di Bandecchi, poi incredibilmente naufragata, anche se potrebbe non essere detta l'ultima parola. Insomma, se si cerca la tranquillità, questa è la città sbagliata. Il problema è che la suddetta mancanza di tranquillità viene pagata a caro prezzo dai tifosi, quasi sempre divisi in campi contrapposti. Prendiamo la vicenda della cessione della società: c'è chi sospettava che il gruppo Bandecchi non avesse la forza economica giusta per soddisfare le richieste spinelliane e riteneva che lo sciù fosse nel peggiore dei casi il male minore. Sull'altra sponda chi, pur di liberarsene, era disposto a stringere la mano al primo sostituto. C'era però anche una terza sponda: né con Spinelli, né con Bandecchi. Stufi del primo, sospettosi del secondo e non solo per le possibili poche garanzie finanziarie, ma anche per le sue esplicite simpatie ed i trascorsi nella destra politica italiana. Morale della favola, quando ieri ufficialmente si chiudeva ogni possibilità per il passaggio di mano, le tre tendenze si sono scatenate. Basta farsi un giro in rete e constatare di persona. Quasi tutti però esprimono una preoccupazione di non poco conto, anzi: quale futuro spetta al Livorno? Bandecchi annunciava una B di grande livello con ritorno in pompa magna in serie A, Spinelli si affida all'autogestione, rischiando il meno possibile, ma ottimista di fare bella figura grazie al ritorno dei prestiti. La cosa paradossale del presidente è che sembra avere una voglia matta di vendere, disposto ad assecondare in tutto e per tutto Bandecchi (si legga la proposta su Paulinho: cessione a 10 milioni e "trattenuta" di 4,5 come acconto della vendita societaria), ma al tempo stesso nessuna paura se al timone dovesse rimanere lui, anche perché il ritorno economico quest'estate ci sarà eccome, con i celebri "bagni di sangue" che si prenderebbero un anno sabbatico. La questione è che non si può sprecare tempo: un "vantaggio" della retrocessione anticipata, se si è ambiziosi, è di avere il tempo per programmare la prossima B, mentre a Livorno molto probabilmente per ancora diversi giorni si continuerà a discutere su quale sarà la proprietà che guiderà gli amaranto per il 2014/15. In queste ultime ore stiamo assistendo ad un botta e risposta tra le parti che lascia presagire una conferma di Spinelli: da Roma dicono che i 4,5 milioni richiesti erano pronti, ma che il presidente ha cambiato idea. Tuttavia la porta rimane ancora aperta. Risposta da Genova: a quella cifra ne mancavano tre e se ne può discutere in pubblico. I toni si fanno quindi accesi, ma se il venditore e l'acquirente hanno ancora voglia di condurre in porto l'affare, allora non ci sarà da stupirsi per un ennesimo cambiamento repentino della situazione. Siamo a Livorno, impossibile annoiarsi....
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