Rosignano - Molto dipende dall'affaire Dionisi. Se Spinelli lo vende forse significa che non guarda al futuro ed a giugno ci lascia a spasso. Ma non crediamo che faccia uno sgarbo del genere a Madonna, che ha preso proprio per valorizzare i giovani, compreso quelli che stanno emergendo nella Primavera. Chi lo farebbe, poi, dopo essersi tolto la soddisfazione di dominare a Marassi davanti agli occhi increduli dell'amico Garrone, che quest'anno ha speso l'impossibile per trovarsi in mano, per ora, un pugno di mosche? Da buoni genovesi immaginiamo gli sfottò: tra milionari ci si diverte anche così. Ma non può essere altrimenti perché a Genova non puoi fare quello che Livorno ti consente. A Livorno l'altra sera dopo Sampdoria-Livorno abbiamo tutti gonfiato il petto e ci siamo dimenticati per adesso che Spinelli e la sua corte hanno stufato tutti. Perché a noi tifosi piace suggerire investimenti, programmazione, organizzazione, ma ci dimentichiamo di vivere in una città dove vige il contrario. E come può una squadra di calcio esprimere un'immagine diversa dalla realtà anche finanziaria? Ragazzi, stiamo con i piedi per terra. Lo sappiamo, i difetti di Spinelli sono più dei pregi, ma sul serio il nostro più grosso dispiacere è che suo figlio non abbia la stessa passione per il calcio del padre. Almeno così si dice. Perché sennò ci saremmo affidati alla famiglia per un altro po'. E siccome abbiamo tristi ricordi di precedenti gestioni, vorremmo che proprio Spinelli scegliesse il suo successore. Peccato, Galante e soci avevano toccato i tasti giusti...

 

Sezione: Editoriale / Data: Lun 23 gennaio 2012 alle 11:40
Autore: Raimondo Bongini
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