Livorno - Si tratta del primo “spareggio” di una lunga serie. La gara con il Bologna dell’ex Colomba rappresenta uno degli appuntamenti più importanti di questa stagione. Contro Milan e Juventus sono arrivati due pareggi meritatissimi che, se da una parte hanno sollevato il morale ad un ambiente irritato dalle ben note vicende premercato, dall’altra hanno diminuito il distacco dalla zona retrocessione, viste le concomitanti vittorie di alcune delle dirette concorrenti alla lotta per non retrocedere, tra cui, oltre al Catania e all’Atalanta che si troveranno di fronte in un altro scontro diretto da urlo, anche il Bologna, che contro Bari, Chievo e Milan ha raccolto 5 punti preziosissimi contro i due del Livorno, che, comunque, ha dimostrato di godere di ottima salute e di essere pronto alla battaglia.
Si, perché di battaglia si inizia a trattare: oltre alla partita dell’Ardenza ed a quella del "Cibali", si giocheranno altri due scontri diretti nella zona medio-bassa della classifica, quello tra Parma e Lazio (in crisi nera ed ormai con tutti e due i piedi nella lotta per non retrocedere) e tra Chievo e Siena. Se da una parte il Siena pare ormai essersi avviato verso un triste destino, lo stesso non si può dire per Chievo (29) e Parma (30) che non sono al sicuro e che, se non torneranno a macinare risultati come qualche mese fa potrebbero ritrovarsi coinvolti in situazioni impensabili fino a poche settimane fa. L’Udinese, che è invece tornata alla vittoria dopo una vita, contro il Napoli, non se la passa meglio, visto che farà visita consecutivamente a Milan e Genoa... Insomma, la partita col Bologna è una battaglia vera e propria ed il Livorno non può fallirla. L’esperienza negativa di due stagioni fa insegna che gli scontri diretti, soprattutto quelli all’Armando Picchi, devono essere vinti, sia per non complicare le cose in classifica che per non abbassare il morale e l’autostima che, giocoforza, si conquista con le vittorie e con il continuo apporto del pubblico. Come Sabato sera con la Juve, l'Ardenza dovrà far sentire il proprio fiato sul collo di un avversario che non verrà a fare le barricate ma neppure ad attaccare dal primo minuto. Colomba, del resto, lo conosciamo bene. Anche se da un paio di stagioni a questa parte il tecnico bolognese d’adozione, ha iniziato ad adottare una mentalità di gioco meno rinunciataria di quando era sulla panchina amaranto, è uno che sa far benissimo la fase difensiva. Non ci sono dubbi, quindi, sul fatto che l’ex centrocampista felsineo, avrà catechizzato a dovere i suoi difensori su come fermare l’ex Bellucci ed il suo pupillo Tomas Danilevicius. Comunque, come già accennato, il Bologna oltre ad una difesa granitica, dispone anche di alcune “frecce” niente da sparare anche in chiave offensiva: Di Vaio, se è in forma può far male in qualsiasi momento, mentre Gimenez, se sarà della partita, è un giocatore imprevedibile, capace di alternare grandi giocate a giornate decisamente negative. Da non sottovalutare la presenza, quantomeno in panchina, del giovane ugandese ex Brescia Savio, che la Fiorentina ha mandato in prestito al di la dell’Appennino dopo averlo prelevato dal West Ham. Savio è un ragazzo velocissimo ma anche decisamente scaltro; anche lui non è al top della forma, ma se verrà schierato insieme a Gimenez o addirittura al suo posto la difesa amaranto dovrà tenere gli occhi ancor più aperti. Da tener d'occhio anche Adailton (già a segno 5 volte), al momento il giocatore maggiormente indiziato per giocare a supporto di Di Vaio. Serse Cosmi, eletto a furor di popolo degno successore di Osvaldo Jaconi come nuovo “Vodz” amaranto, ha affilato alla perfezione le armi a sua disposizione per riuscire a far sua questa importante battaglia: non disponendo di Lucarelli e con un Tavano ancora alle prese con qualche acciacco, in avanti pare scontato l’impiego del duo Bellucci-Danilevicius. Una variante tattica da tenere in considerazione, qualora Cosmi optasse per uno schieramento più offensivo, potrebbe riguardare l’impiego dell’altro ex, Di Gennaro, a fianco di Bellucci, con Tomas terminale d’attacco. A centrocampo probabile la riconferma di Antonio Filippini con Mozart, Pulzetti ed i due esterni Raimondi e Vitale (o Pieri). Dietro, col rientrante Rivas, dovrebbero giocare Perticone e Knezevic. Inutile sottolineare l’importanza di questa partita: non è decisiva ma è importante ed il pubblico, con il suo apporto continuo, dovrà restare al fianco della squadra per 90’, come avvenuto Sabato contro la Juventus. Sarebbe bello vedere il “Picchi” ai limiti della capienza anche nelle partite contro avversari meno blasonati. Perché è proprio in questi match che il Livorno si gioca una buona fetta del proprio futuro.
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