Una disfatta. Il Livorno dopo il ko interno contro il Novara cade meritatamente anche a Latina, incassa la terza sconfitta consecutiva e precipita all'undicesimo posto in classifica.
Come accaduto a Vercelli gli amaranto non sono praticamente scesi in campo. Poco conta la disposizione tattica, la scelta degli interpreti da parte di Mutti e altre questioni tecniche. Il Livorno, semplicemente, non è esistito per 36 minuti di gioco. Il Latina, decisamente non una big, ha giocato al gatto col topo con Luci e compagni. Due gol in mezzora (il primo del grande ex Schiattarella, così, tanto per gradire...) e ci è andata perfino bene. Potevano essere molti di più. A fatica si è superata la metacampo. Una prestazione imbarazzante.
Nonostante tutto in chiusura di tempo un lampo del solito Vantaggiato aveva restituito qualche speranza al Livorno. Ma la fortuna te la devi meritare. Il Livorno nella ripresa, complici anche i cambi della disperazione di mister Mutti che ha inserito due punte pure come Comi e Bunino, qualche occasione per pareggiare l'ha anche creata. Ma si è trattato solo di uno slancio di nervi, niente di più. Di trame di gioco neanche a parlarne. E così il Latina nel finale l'ha chiusa con Jefferson, altro ex di giornata.
Che senso ha avuto cambiare tecnico? Due partite, due sconfitte. E se la prima era stata ingiusta la seconda non ha nessuna attenuante. L'involuzione della squadra, a tratti davvero inquietante, era davvero colpa di mister Panucci? Le giustificazioni sono terminate. I giocatori devono metterci la faccia e assumersi le proprie responsabilità. Un approccio alla partita come quello visto oggi al “Francioni” non può essere accettato. E non è la prima volta. La crisi è nera, nerissima. Non si salva nessuno. Nessuno. Cambiare subito registro. Altrimenti saranno davvero guai.
Autore: Luca Aprea / Twitter: @Cafeponci
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