Livorno - Un successo che fa sempre piacere. Il Livorno esce vittorioso dal triangolare di Viareggio e si ferma a meditare. Due atteggiamenti diversi quelli di ieri sera: un po' superficiale contro i padroni di casa, molto più guardingo contro il Genoa. Il risultato (non quello finale) è stato che nella prima gara ci sono voluti 25 minuti per vedere gli amaranto venir fuori dal proprio guscio, invece nella seconda l'ottima disposizione in campo ha consentito di rischiare pochissimo e a De Lucia di chiudere prima dei rigori con i guanti intonsi; se poi vogliamo dirla proprio tutta le occasioni più chiare dell'incontro sono capitate sui piedi di Tavano e Danilevicius.
Venendo ai reparti, in porta De Lucia dà più sicurezza di Mazzoni; la difesa ha superato l'esame, anche se quella contro il Genoa è andata meglio con i terzini Salviato e Pieri più concreti di Bernardini e Lambrughi; ci fa molto piacere vedere l'ex doriano pimpante, autore di interventi pregevoli e tanto agonismo, mentre il giovane proveniente dal Mantova ha mostrato una buona intesa con Volpe sulla sinistra in fase di proposizione, solo che dietro almeno un paio di svarioni sono stati clamorosi. Tutti promossi i centrali, soprattutto Di Bella che ha mostrato sicurezza e Perticone che ha annullato Toni. Esterni: Surraco si è visto poco, ma quello che ha fatto è stato buono, tanto da mettere lo zampino nelle azioni più pericolose contro il Viareggio; Volpe non male a sinistra ed ancora decisivo sotto porta; Pagano alterno, ma quando parte non lo ferma nessuno; più in ombra Schiattarella comunque utile. I centrali sono andati bene considerando che a tutti veniva chiesto anche d'impostare, cosa che non dovrebbe essere affare loro; buona la prova in particolare di Parravicini che cerca di mettersi alle spalle gli infortuni patiti a Siena. Attacco: Dionisi continua a fare male alle difese, Cellerino s'impegna, ma è spreciso, pochi "lampi" da Tavano, Danilevicius il solito faticatore con un gol divorato.
Impressioni: il lavoro ci pare a buon punto. Nonostante le note carenze, la squadra non butta mai via la palla e sa sempre quello che deve fare; bene anche lo spirito con cui va in campo e contro il Genoa non c'erano timori reverenziali. Si aspettano conferme contro Atletico Roma o Cremonese, evitando approcci blandi come nella prima gara di ieri sera. Tuttavia il regista è chiaro come la luce del sole che manca e si spera di averlo entro la Coppa Italia a Ferragosto. Senza, se a questa squadra vengono bloccate le fasce, difficilmente sviluppa gioco. In attacco serve un finalizzatore, perché Danilevicius può fungere da buon rincalzo, ma le reti non le sfonda e Cellerino per adesso non dà ancora garanzie sufficienti. Insomma siamo sempre lì: metronomo e punta per capire dove si vuole arrivare. E qualche partenza eccellente potrebbe richiedere ulteriori rinforzi.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 08 agosto 2010 alle 16:50
Autore: Lorenzo Corradi
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