Livorno - Se ne andrà in archivio come un anno senza infamia e senza lode, ma in realtà è uno dei più positivi dell'intera storia del calcio livornese. Il 2009, che sportivamente parlando si è chiuso con la netta vittoria sulla Samp di Delneri, non resterà di certo impresso nelle menti degli sportivi amaranto come esaltante o indimenticabile anche se i numeri, ed i fatti, parlano in maniera eloquente: l'immediato ritorno in Serie A dopo appena un anno di purgatorio, la festa del 20 giugno dopo la finale con il Brescia non possono, per vari motivi esser paragonati alla gioia della promozione edizione 2003/'04 del Livorno di Mazzarri ma, forse, neppure a quella del 2002, quando il Livorno di Jaconi tornò in B dopo oltre 30 anni. Il perché è presto detto: manca entusiasmo. Quelle promozioni, a lungo sognate e sempre svanite di un soffio, catapultarono Livorno ed il Livorno fuori da un tunnel che pareva infinito, scatenando l'apoteosi in città ed attirando le attenzioni anche nella "dormiente" provincia. Poi qualcosa si è rotto e neppure la bellissima esperienza della Coppa Uefa ha riportato il termometro dell'entusiasmo a livelli record. Poi, la retrocessione, i continui tira e molla del presidente, la cessione di Cristiano Lucarelli hanno fatto il resto. Adesso con le cose che sono tornate alla "normalità", poco è cambiato: le presenze all'Ardenza non superano quasi mai le 9-10 mila unità, se non contro le grandi del campionato ed in città la corsa al biglietto ed all'abbonamento sono solo un ricordo. I motivi sono tanti, e non vogliamo stare ad elencarli proprio in tempo di feste (onde evitare a qualcuno di non digerire il panettone...), ma, secondo noi, è il caso di riflettere attentamente per far si che certi problemi non si ripresentino in futuro. Come sempre di questi tempi, tracciato il bilancio dell'anno che se ne va, i pensieri sono rivolti al futuro, all'anno che sta per arrivare. Per il Livorno il 2010 sarà un anno decisamente importante, soprattutto nei primi mesi. Se è vero che i campionati si decidono in primavera, è altrettanto vero che le squadre si completano a gennaio. Un primo passo è stato fatto con l'ingaggio di un allenatore sanguigno, grintoso e schietto, come piace ai livornesi e con cui si potrebbe aprire un nuovo ciclo, carico di tante soddisfazioni. Serse Cosmi ha dimostrato coi fatti di essere l'uomo giusto per questa squadra, ma anche per questa città, ed ha parlato chiaro. Adesso la parola passa alla dirigenza. Non mettere mano al portafoglio e lasciare tutto com'è, un po' come negli anni passati, potrebbe risultare deleterio. Non ci vuole molto e, come ha detto lo stesso Cosmi, con qualche punto in più si riesce anche a riflettere meglio sul da farsi. L'occasione quindi è da sfruttare in pieno, sin dalle prime battute di mercato. Se la società riuscirà a guardare al futuro con pragmatismo, prendendo ad esempio altre realtà neppure troppo lontane, il nuovo anno porterà sicuramente una nuova ventata di entusiasmo in una piazza che non riesce più a gioire come qualche tempo fa.
Sezione: Editoriale / Data: Mer 23 dicembre 2009 alle 14:46
Autore: Daniele Marzi
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