Livorno - Si dice che, contro l'Udinese ancora impelagata nella lotta per non retrocedere, per il Livorno passi l'ultimo treno per la permanenza in serie A. In realtà, almeno secondo noi, la coincidenza per la salvezza gli amaranto l'hanno già persa da tempo. L'ha persa la squadra, scarsa tecnicamente ed incredibilmente umorale, sia nelle prestazioni che negli atteggiamenti, ma soprattutto l'ha persa la società, con l'ennesimo colpo di teatro decisamente inopportuno. Che Serse Cosmi, dopo un inizio eccellente abbia completamente perso la bussola è chiaro a tutti, ma rimane difficile credere che la società pensi che tutte le colpe per questa situazione siano da attribuire al tecnico umbro.
L'esonero, giunto nel giorno di Pasquetta, non ha fatto altro che avvelenare il sangue di una tifoseria i cui nervi sono stati già severamente provati da tutta una serie di situazioni a dir poco irritanti e che non aveva bisogno di questa ennesima sceneggiata. Ora, a parte la litania del "ci crediamo finché la matematica non ci condanna" non resta che attendere la fine di questo campionato assurdo, buttato al vento proprio quando sembravano esserci i presupposti per una salvezza tutto sommato tranquilla. La speranza, non ci fraintendiamo, è quella che il Livorno vinca le ultime sei partite di slancio e riesca a risalire la china, ma, obiettivamente, ai miracoli non crediamo. Casomai c'è da cercare di chiudere a testa alta, cercando almeno di evitare l'ultimo posto, sempre antipatico, per quello che può valere.
Gennaro Ruotolo, che conosciamo bene per il suo attaccamento ai colori amaranto, cercherà di far chiudere dignitosamente la stagione ad una squadra che, molto probabilmente, il prossimo anno verrà completamente rivoluzionata, lavorando più che altro sul morale di un gruppo che, se in altre occasioni si è dimostrato l'arma in più del Livorno, quest'anno ha manifestato troppo spesso di non essere unito, al di la delle dichiarazioni di facciata.
L'Udinese, che arriva all'Ardenza carica e motivata dopo il 3-0 alla Juventus, non ha ancora vinto una sola partita lontano dal "Friuli", dove ha racimolato la miseria di 5 punti, addirittura quattro in meno del Livorno, segnando solo 11 gol (4 in più dei nostri). Si tratta quindi di una squadra per nulla imbattibile, ma che tecnicamente non ha nulla da invidiare ad altre squadre in piena lotta per l'Europa League, e che verrà al "Picchi" con la consapevolezza di questa forza. In più, con un risultato positivo oggi, l'Udinese rimarrebbe a distanza di sicurezza dalla zona retrocessione e potrebbe giocarsi le ultime partite con una relativa tranquillità. Il calendario, del resto, glielo permette: dopo il Livorno, i friulani avranno due scontri diretti in casa (Bologna e Siena) ed andranno a far visita ad un Cagliari già salvo per poi chiudere col Bari ed a Roma con la Lazio. Il calendario sarebbe favorevole anche per il Livorno, a patto che, ma lo avevamo detto anche prima della partita col Bari, in campo si cambi decisamente registro
La mente di tutti, più che al presente, è orientata al futuro, a quello che ne sarà del Livorno. La proprietà ha più volte manifestato di essere stanca e demotivata, anche se poco chiara nelle pretese e nelle reali intenzioni di cedere la mano ad altri. La città è ancor più esausta di una situazione che, adesso, è giunta veramente al limite. La speranza di tutti, per il bene dei colori amaranto, è quella che presto arrivi una nuova società a riportare entusiasmo e credibilità. A meno che, se dovesse accadere il miracolo della salvezza, Spinelli non rilanci, allestendo una squadra veramente all'altezza del massimo campionato. Ma a questo crediamo poco. Per adesso non rimane che aspettare, sperando in un futuro tranquillo.
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