Livorno - Da quanto tempo il Livorno non brillava così? Da quanto tempo non si mandavano al tappeto gli avversari dopo venticinque minuti scarsi? Ma soprattutto, da quanto tempo non si vedeva un Livorno così aggressivo, determinato e con la bava alla bocca al fischio d'inizio? Da molto, in tutti e tre i casi, tanto da pensare che se il solito atteggiamento ci fosse stato per lo meno con Chievo e Parma e nel secondo tempo contro l'Udinese, qualche punto in più in saccoccia ci sarebbe stato sicuramente. Però purtroppo le cose sono andate in altra maniera e pure stasera, nonostante la vittoria in uno scontro diretto, la sentenza sarebbe serie B. Tuttavia oggi pomeriggio qualcosa di importante è successo: non solo il ritorno ai tre punti con una prestazione dove dopo nemmeno mezz'ora si è potuti campare di rendita e concedendo poco ai neroverdi, ma lo si è fatto con quello spirito che deve contraddistinguere quelle squadre che in A devono guadagnarsi la pagnotta chiamata salvezza giornata per giornata. Ovvio che solo la continuità dirà se si è trattato di un caso estemporaneo (la classica "scossa" post esonero), oppure l'inizio della scalata alla permanenza in A, ossia lo scudetto del Livorno, a cominciare dalla battaglia che attende Di Carlo domenica pomeriggio al "Massimino" di Catania che si annuncia una autentica bolgia. Il lavoro del mister di Cassino deve continuare anche nella settimana che si apre, foss'anche "solo" sulla testa come lui ha dichiarato nel dopo gara. E questo è il dovere di allenatore e squadra. Poi c'è il dovere della società e cioè non gettare al vento queste ultime centoventi ore di mercato. E per gettare al vento intendiamo immobilismo in entrata e/o cessione dei pezzi da novanta del gruppo. Non sono le tre sberle di oggi agli emiliani abbinate al cambio di guida tecnica che possono far dimenticare le carenze del gruppo, in special modo dal punto vista qualitativo. I rinforzi servivano prima di Livorno-Sassuolo esattamente come un secondo dopo il fischio finale. Ci auguriamo che, dal presidente ai direttori sportivi, non passi l'idea che tutto sommato si può andare avanti così, che qualche nuovo arrivo possa "mettere in crisi la stabilità del gruppo". Si cerchi piuttosto elementi disposti a servire la causa della salvezza amaranto, gente motivata insomma, con la quale la strada per raggiungerla potrebbe essere per lo meno un po' meno tortuosa. Si tratta quindi di capitalizzare, da qui a venerdì, un'occasione che, se oggi il verdetto del campo fosse stato negativo, sarebbe stata quasi sicuramente pura utopia. Non gettiamola al vento.
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