Livorno - E' una giornata triste, oggi, per il mondo amaranto. A 53 anni ancora da compiere se n'è andato Andrea Pisani, avvocato di livello ed eccelse qualità umane, oltre che grande e sincero tifoso del Livorno. Un malore, secondo quanto si apprende, lo ha strappato all'affetto dei suoi cari, della sua famiglia e dei suoi amici.
Incredibile, per lui che era un grande sostenitore della squadra che fu di Picchi e di Magnozzi, che tutto ciò sia avvenuto a poche ore da un match importante quanto decisivo come quello odierno contro il Parma. Andrea, sicuramente, non si sarebbe perso questa partita. Lui, grande intenditore di calcio, non ha mai lesinato passione ed amore per la squadra dei suoi sogni d'infanzia.
Si rendeva conto, Andrea, che il calcio degli anni Settanta ed Ottanta, quello della nostra infanzia e della nostra giovinezza, era migliore, in quanto a coinvolgimento emotivo, gioia, slancio e vis agonistica, sicuramente migliore del calcio un po' decadente di oggi. Anzi, spesso fra noi si diceva che quel calcio era più bello perché era ancora vero, meno televisione e più passione. Purtroppo a Livorno quel periodo è coinciso con tanta Serie C. Ma era il calcio che ha fatto innamorare chi oggi ha sui cinquant'anni ed era una festa con gli stadi pieni, i circoli di sportivi che discutevano e proponevano, era il football delle trasferte fatte senza restrizioni e senza tessere del tifoso, delle bandiere che sventolavano per la gioia e non il terrore dei tifosi.
Ultimamente, proprio a causa di un certo deterioramento del sistema calcio, Andrea andava allo stadio d'Ardenza con meno frequenza, anche se continuava ad andarci, e per decenni ha preso posto, gioito ed esultato, si è disperato quando la squadra perdeva, assieme ai suoi amici, nella gradinata idealmente sotto la torretta di Maratona che dai primi anni Ottanta non c'è più. A proposito, detto per inciso, ad Andrea non è mai andato giù che la torretta, una volta abbattuta, non sia mai stata ripristinata.
Il sogno della nostra generazione era che il Livorno, squadra per anni ed anni costretta ad inseguire il suo mito, prima o poi sarebbe tornato ai fasti degli anni Trenta e Quaranta. Così è stato. Di questo Andrea era contento. Ed a volte, parlando, ci domandavamo chissà cosa avremmo fatto, noi nati negli anni Sessanta, se a vent'anni avessimo visto il Livorno in Serie A invece che in qualche triste campionato di terza o quarta divisione e sempre sull'orlo del fallimento.
Oggi Andrea vedrà il suo Livorno in un altro modo. Lo sosterrà a suo modo. Perciò, anche e soprattutto per questo, non va deluso. La partita è difficile ma non impossibile. Ai ragazzi di Nicola chiediamo di non deludere Andrea, di rendere omaggio nel miglior modo all'avvocato Andrea Pisani, un uomo, un ragazzo, che si è sempre emozionato, ha sempre esultato o patito, al pensiero di un gol fatto o subito da quei ragazzi vestiti d'amaranto che alla domenica sbucano dal sottopassaggio dell'Ardenza.
Ciao Andrea. Sarai sempre nei nostri cuori e nei nostri pensieri.

 

Sezione: Editoriale / Data: Sab 11 gennaio 2014 alle 16:48
Autore: Marco Ceccarini
vedi letture