Nessun disfattismo ma guai a bollare tutto con il classico "cose che capitano a inizio stagione". L'inattesa e pesante sconfitta interna contro il Bassano che è costata l'eliminazione dalla Coppa Italia è una spia rossa che lampeggia nella macchina amaranto e che, fino a nuovo ordine, resta accesa.
La prima impressione, a calciomercato ancora aperto, è che questa rosa, già orfana dei giocatori in prestito tornati alle case madri e di due pezzi pregiati come Paulinho e Dionisi non può privarsi di ulteriori elementi chiave: cedere calciatori del calibro di Galabinov, Ceccherini e Siligardi, in questo momento, è un lusso che il Livorno non può permettersi. Anzi, urgono rinforzi. Mister Gautieri l'ha detto espressamente ma qui la storia è vecchia: l'allenatore può esprimere un'indicazione di massima ma alla fine non è lui a decidere. Lo spettro del bilancio da tenere in ordine incombe e l'ultima parola, piaccia o non piaccia, è sempre quella del presidente Spinelli. Inutili farsi illusioni. Dal mercato non arriveranno grandi colpi e sarà già un successo trattenere i pezzi pregiati.
Detto questo la gara contro i veneti non è stata tutta da buttare. Il primo tempo è stato discreto, il tracollo è avvenuto nella ripresa quando la differenza di preparazione (il Bassano aveva già disputato un turno di Coppa) se non ha fatto la differenza ha rappresentato sicuramente un fattore determinante. Il Livorno sulle gambe visto nel secondo tempo è con tutta probabilità espressione di un certo tipo di preparazione che se da un lato permette di mettere più benzina nel serbatoio (e in un campionante lungo ed estenunante come quello cadetto è una scelta logica) rischia di provocare una partenza a handicap.
Poi ci sono le disattenzioni. Alla fine, a decidere la gara sono stati gli episodi che, per loro natura, sono imprevedibili. Se però questi diventano una costante allora non sono più catalogabili come tali perché evidenziano un problema mentale, di concentrazione. Errori che alla lunga, se ripetuti, si pagano sempre. Anche in Serie B. Infine attenzione al modulo: il 433 di Gautieri è uno schema molto rischioso e dispendioso che prevede sacrificio da parte di tutti. La squadra crede in questo sistema di gioco? Ha le caratteristiche per sostenerlo? Gautieri sarà in grado, se sarà il caso, di optare per un'impostazione tattica diversa? Al campo l'ardua sentenza.
Ma guardiamo anche il bicchiere mezzo pieno: Galabinov ha confermato di essere una bella bocca da fuoco per la categoria, Siligardi se sta bene fa la differenza e Moscati ha dimostrato di poter dire la sua. E mancava Luci. Senza dimenticare che il Livorno non è stata l'unica squadra a toppare l'appuntamento: il Bologna ha perso in casa contro L'Aquila, il Pescara ha superato il modesto Renate solo ai rigori e il Carpi, primo avversario degli amaranto in campionato, è stato estromesso a Pisa dai cugini che, almeno per il momento, restano pur sempre una squadra di LegaPro esattamente come il Bassano.
Siamo solo ad agosto. L'allarme è scattato ma l'auto amaranto non è certo da consegnare allo sfasciacarrozze. A patto di fare un salto dal meccanico. Perché partire in panne non è né saggio né consigliabile.
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