Rosignano – Questa mattina ci siamo imbattuti su Repubblica in un articolo che racconta l’esodo dei tifosi novaresi a San Siro (si parla di 8 mila unità) in occasione del match di Coppa Italia con i rossoneri di Leonardo (Milan-Novara in calendario ieri sera, ndr). E allora ci sono venuti in menti i bei tempi della “bandanata” milanese di cui parlò tutta Italia in termini assolutamente lusinghieri. C’è venuta un pizzico di nostalgia per quella bella scampagnata, ma soprattutto ci ha colpito leggere che gli attuali dirigenti novaresi hanno allestito nel frattempo (la squadra è in testa al loro girone di Lega Pro) un modernissimo centro sportivo con tanti campi e pure l’alloggio per i ragazzini che vengono da fuori. A Livorno, dopo dieci anni di Spinelli, che spesso abbiamo difeso, siamo rimasti invece alle schermaglie di gennaio per sapere se qualcuno arriva o non arriva e, soprattutto, chi arriva. Non se ne può più di navigare a vista. Ma, forse, ci meritiamo un po’ tutto questo, se certi uomini delle istituzioni continuano pubblicamente a sostenere l’operato del patron, purché panem et circenses non vengano mai a mancare al popolo amaranto (guai se si mettono davvero a ragionare su quello che succede in città, ndr). Anche Lucarelli, vincolato da quel contratto che potrà tenerlo a Livorno solo per volontà del presidente, non è più e forse non è mai stato quel garante che credevamo. Gli è toccato per puro interesse stare zitto, anche quando il presidente lo ha messo sul mercato, andando poi ad autoincensarsi in tivù per come aveva gestito il momento. Ora come ora ci fidiamo di Cosmi, ma anche lui è al libro paga e come i risultati gli girano le spalle, rischia di far la fine dei molti che lo hanno preceduto. Basterà che chieda un biennale a giugno… Se non altro però è uno che (grazie naturalmente anche ai risultati) si sta facendo rispettare ,e non a caso, solo con gente di questo calibro (Jaconi e Mazzarri su tutti) a Livorno, negli ultimi anni, siamo riusciti ad alzare la cresta ai massimi livelli. Non resta che accontentarsi di galleggiare in questa Serie A, dove un onesto professionista di 36 anni, Filippini, continua a farsi beffa di molti ben più giovani e strapagati interpreti. Chi si accontenta gode, ma ci domandiamo se a Livorno capiteranno mai imprenditori apparentemente illuminati come quelli che adesso stanno portando ottomila tifosi novaresi sugli spalti di San Siro.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 14 gennaio 2010 alle 17:15
Autore: Raimondo Bongini
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