Livorno – Sfatato il tabù della vittoria fuori casa, che in serie A non arrivava quasi da due anni (2-1 all’Olimpico di Torino, contro i granata), il Livorno è alla ricerca di conferme contro la rigenerata Atalanta di Antonio Conte, reduce da due vittorie di fila e da alcune prestazioni decisamente incoraggianti. La vittoria tra le mura dell’Armando Picchi non arriva dall’ormai famigerato 2 marzo 2008 contro il Catania ed il pubblico dell’Ardenza muore dalla voglia di vedere i giocatori amaranto tuffarsi di nuovo sotto la Nord... L’occasione è buona, anche perché l’Atalanta è una diretta concorrente per la corsa alla salvezza. Serse Cosmi, bagnato il suo esordio con un insperato successo in casa della sua “squadra del cuore”, ha già fatto vedere di che pasta è fatto apportando pochi ma decisivi correttivi. All’Olimpico si è vista una squadra finalmente concentrata ed attenta in tutte le fasi di gioco, che non ha mai mollato, neppure quando sembrava che, con l’espulsione ingenua di De Lucia, la Roma potesse pareggiare da un momento all’altro. Un pizzico di fortuna, per vincere contro squadre di caratura decisamente superiore, è indispensabile, ma non ci dimentichiamo che al Livorno mancavano Rivas, Mozart e Danilevicius (che sembrava destinato a partire titolare) e che Lucarelli, non proprio l’ultimo arrivato, è stato lasciato saggiamente a riposo. A queste defezioni, inoltre, va aggiunta la perdita di Perticone dopo poco meno di mezz’ora. Quindi non crediamo proprio sia il caso di parlare di fortuna... Da Roma, comunque, è tornata una squadra diversa, soprattutto sotto l’aspetto mentale e qui, inutile negarlo, il merito è tutto dell’”uomo del fiume”, che da subito ha saputo infondere nei suoi giocatori un’autostima ed una convinzione nei propri mezzi che, dopo le prime convincenti partite, stava pian piano scemando. Un’altra nota positiva è giunta dalla prova di Benussi, che oggi avrà la possibilità di dimostrare quanto vale anche davanti al pubblico amico. In un paio di interventi il portiere veneto non ha fatto rimpiangere De Lucia, a cui sono saltati i nervi in una fase delicata della partita. Lo capiamo, anche perché, da due anni a questa parte, il portierone napoletano sta tirando la carretta con grande determinazione e con risultati importanti. La partita di mercoledì sera, che precede di soli quattro giorni il match contro l’Inter di Mourinho, rappresenta un’occasione importantissima per allontanarsi in maniera decisiva dall’ultima piazza. Al “Dall’Ara” di Bologna, infatti, si gioca un altro scontro diretto molto importante tra il Bologna di Colomba ed il fanalino di coda Siena che, in caso di sconfitta, potrebbe restare decisamente indietro. Comunque, come sempre, non sarà semplice. I nero azzurri, tra le squadre di coda, sono tra le più organizzate: il gruppo che con Del Neri aveva fatto molto bene negli anni passati non è stato stravolto. Solo in attacco gli uomini sono quasi tutti nuovi. Perso Floccari e confermato il solo Valdes, l’Atalanta ha ingaggiato il promettente Acquafresca che però, dopo le due brillanti stagioni a Cagliari, stenta a ripetersi con la maglia nero azzurra. L’uomo in più dell’attacco orobico si chiama adesso Tiribocchi: l’ex attaccante del Lecce, più volte vicino a vestire anche l’amaranto, ha già messo a segno 4 reti in 7 presenze, risultando decisivo in entrambe le vittorie bergamasche. Serse Cosmi, col poco tempo che ha a disposizione per preparare la partita, dovrà cercare di mandare in campo una squadra determinata, sulla falsa riga di quella vista nella capitale ma un pizzico più offensiva. Proprio per questo pare scontato il rientro di Cristiano Lucarelli al centro dell’attacco, anche se resta da vedere se chi tra Candreva e Tavano, se non entrambi, sarà a supporto del numero 99. Per il resto poco o niente dovrebbe cambiare.
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