Livorno - Lanciano non era un campo che si presentava facile: abruzzesi a meno due in classifica ed un attacco prolifico tanto quello amaranto, in più tanto entusiasmo come quello degli uomini di Gautieri reduci dal rocambolesco 3-2 di una settimana prima contro il Bologna. Squadre entrambe in cerca di conferme, ma se il Lanciano non avrebbe fatto drammi per un passo falso, il Livorno cercava punti fondamentali per continuare la scalata alla classifica. E' finita come peggio non poteva: 1-0 con un errore madornale del direttore di gara e, tanto per girare il coltello nella piaga, con rigore trasformato dall'ex Piccolo che non nascondeva nemmeno l'esultanza. Se, però, intendiamo tirare la croce addosso esclusivamente sul signor La Penna, sbagliamo alla grande. Il Livorno ha fatto un grossissimo (e forse anche più di uno) passo indietro rispetto al successo contro i felsinei: manovra troppo compassata, poche idee e per giunta confuse, squadra più lenta rispetto ai rossoneri. Tuttavia, siccome siamo assertori sempre più convinti che questa B ogni anno diventi più scadente, non sarebbe stato uno scandalo se in schedina fosse comparso il segno "2", perché come accaduto altre volte quando i ragazzi non si sono espressi al meglio, un congruo numero di palle da rete si sono presentate (soprattutto sui piedi e la testa di Vantaggiato): era successo contro il Bari, contro l'Avellino e contro il Cittadella, molto meno contro lo Spezia. Tutte gare giocate palesemente sottotono, ma che nella maggioranza dei casi, con più precisione e più fortuna, si sarebbe potuto raccogliere qualcosa di più. Ciò non fa altro che aumentare i rimpianti per la discontinuità di gioco degli uomini di Gautieri, che se avessero un rendimento costante potrebbero contendere la palma del primato al Carpi ed al Frosinone. Invece, in questo sabato sera, siamo qui a chiederci quali possano essere gli obiettivi di questa squadra. Facciamo un breve film di queste prime tredici partite: partenza col freno a mano, prime cadute, serie di vittorie con attacco che funziona a meraviglia, stop con lo Spezia, pari-beffa a Cittadella, impresa col Bologna, caduta a Lanciano. In tre parole: manca la continuità, o meglio, manca se si è ambiziosi e si punta alla A, se invece si vive alla giornata auspicando al massimo un ingresso nei play-off, può anche andare bene così, ma siccome il patron Spinelli raramente si accontenta... Peccato inoltre perché le parole di Djokovic in settimana sul cambio di passo mentale avvenuto dopo la sconfitta di Avellino, avevano fatto pensare molti che, se non proprio dal "Partenio", almeno da sabato scorso il Livorno avesse gettato la maschera del basso profilo candidandosi ufficialmente al ritorno in A. Purtroppo a Lanciano si è notato ben poco di questa affermazione, ma siccome per quasi ogni cosa c'è sempre il rovescio della medaglia, la speranza è che la quarta sconfitta della stagione faccia riflettere: forse che un briciolo di illusione (o troppa convinzione, fate voi) dopo la vittoria contro il Bologna aveva fatto breccia nello spogliatoio? Domenica arriva la Pro Vercelli, affatto devastante fuori dalle mura amiche. Un giorno in più per ricaricare le batterie e fare mente locale.
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