Castiglioncello – C’avevamo creduto, c’avevamo sperato, l’avevamo aspettato e sognato per tutta l’estate. Per aumentare il pathos non era neppure mai stato presentato durante il ritiro estivo nelle amichevoli coi volenterosi dilettanti montanari, come se si volesse nascondere a tutti l’opera più preziosa, per poi mostrarla con orgoglio nei palcoscenici più importanti. Come per magia domenica, il sospirato battesimo del tridente Diamanti-Lucarelli-Tavano, alla prima di campionato all’Ardenza, contro il Cagliari. Finalmente dopo mesi di attesa il trio delle meraviglie scendeva in campo e permetteva ai tifosi amaranto di potersi stropicciare gli occhi di fronte a tanta magnificenza. Purtroppo però la realtà del campo andava a scontrarsi con la fantasia di tutti e per i tre tenores l’esordio nella massima serie risultava più difficoltoso di quanto non si potesse presupporre. In particolare il figliol prodigo Lucarelli appariva un po’ in ritardo di condizione e sbatteva contro il muro formato da Astori e capitan Lopez senza riuscire mai a creare pericoli alla retroguardia rossoblu. Anche Tavano non riusciva a brillare soprattutto perché non adeguatamente rifornito e si perdeva tra le grinfie dei difensori isolani. L’unico che sembrava avere qualcosa in più era Diamanti che, nonostante qualche problemino fisico accusato alla vigilia, risultava l’unico capace di accendere la luce in campo. Aperture millimetriche, colpi di tacco, dribbling e qualche tiro azzardato tenevano quantomeno sulle spine “acciuga” Allegri e il suo Cagliari che ben sapevano quanto il numero 23 amaranto risultasse fondamentale per l’economia del gioco del Livorno. La partita scivolava via sui binari di un perfetto equilibrio con un paio di occasioni non sfruttate dal tridente ospite (Cossu-Larrivey-Jeda) e due buoni interventi di Marchetti che salvava il risultato su un gran tiro da fuori di Diamanti e d’istinto in mischia in area, su Grandoni. La ripresa evidenziava chiaramente l’intento delle due squadre, di non rischiare di perdere più che tentare di vincere. L’occasione di Matri neutralizzata da un’ottima parata di De Lucia e il tiro nel finale di poco a lato di Pulzetti erano davvero poca cosa per far avanzare ad entrambe le compagini, diritti sui tre punti. Il tridente dal canto suo terminava prima la corsa, con il sipario che calava già al 70’ quando Lucarelli veniva avvicendato da Danilevicius. Stessa sorte capitava di lì a poco alle altre due frecce dell’arco Diamanti e Tavano anch’esse sostituite prima del triplice fischio finale a testimonianza di come l’esordio del trio fabuloso avesse incontrato non poche difficoltà. E’ così durato poco più di un’ora il sogno del popolo amaranto, il sogno di vedere la fantasia al potere, di vedere una provinciale lottare per non retrocedere non chiudendosi a riccio in difesa randellando pedate a destra ed a manca, ma provando ad offendere con il proprio tridente delle meraviglie. Soltanto 70 minuti è durato questo sogno, davvero troppo poco. Alino Diamanti è stato infatti ceduto al West Ham di Sir Gianfranco Zola al termine di una trattativa lampo ai limiti del grottesco. Certo questo passaggio a Londra potrebbe per il Nostro risultare un ottimo trampolino di lancio per la propria carriera, ma per il Livorno adesso salvarsi sembra davvero dura. Vendere il gioiello pratese in questo momento a circa 6-7 milioni è un grossolano errore di progettazione, visto che se avesse giocato in serie A portando alla salvezza la squadra amaranto la sua quotazione sarebbe salita alle stelle e Spinelli si sarebbe assicurato i milioni della ridistribuzione dei diritti televisivi. Invece così adesso sciù Aldo si trova solo pochi milioni in tasca (il pagamento è infatti rateizzato) inutili per un eventuale reinvestimento ed il mantenimento della massima serie poco più che un miraggio. Domenica sera al San Paolo di Napoli la squadra di Donadoni ci misurerà la febbre, potremo capire se il cambiamento di ruolo che saremo costretti ad attuare potrà farci lottare per la salvezza, oppure sarà davvero un’annata mesta. Ci potrebbe essere già l’esordio dei nuovi arrivati a dare un volto nuovo alla squadra con Tyson Rivas centrale nella difesa a 4 e Mozart vertice basso del centrocampo a rombo. Poi tutto affidato nel bene e nel male alla coppia Lucarelli-Tavano che dovranno fare davvero pentole e coperchi per tenere il Livorno in serie A. Un Livorno che con Diamanti avrebbe potuto nobilitarsi anche sui grandi palcoscenici e che invece a scelto un’altra strada dando l’addio dopo 70’ effettivi al tridente da sogno.
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