Livorno – La vittoria della svolta non è arrivata. Un altro pareggio, un altro 1 a 1 subito in rimonta, proprio come nel derby giocato lunedì scorso contro l’Arezzo. E classifica che rimane grigia. Peccato, portare a casa i tre punti da una trasferta insidiosa come quella di Viterbo avrebbe forse potuto far scattare qualcosa nella testa di questa squadra, ancora troppo timida, ancora troppo fragile di fronte alle prime difficoltà. Per fortuna che ci ha pensato il portiere Mazzoni ad evitare il patatrac, parando un calcio di rigore che, forse, ha salvato anche la panchina di Foscarini. Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio la prestazione offerta dai giocatori amaranto.

Mazzoni. Semplicemente una saracinesca. Se il Livorno non torna a casa a mani vuote lo deve anche e soprattutto alla prestazione superlativa del suo estremo difensore, capace di respingere un rigore ad Invernizzi nel corso della ripresa. Ma non c’è solo questo nella partita di Luca: una parata impegnativa su Neglia nella fase iniziale di gara, un riflesso straordinario su un tocco ravvicinato di Diop, un’uscita coraggiosa su Invernizzi lanciato ormai a rete. Insomma, una gara ai limiti della perfezione. Voto: 7,5.

Gonnelli. Per il terzo match consecutivo viene schierato in una posizione non propriamente sua, agendo da esterno basso a destra nella difesa a quattro di Foscarini. In avvio subisce la vivacità di Neglia, ma con il passare dei minuti riesce a prendere le giuste misure, concedendo sempre meno agli avversari. In fase offensiva invece non si vede quasi mai, ma d’altronde questo non rientra nelle sue caratteristiche. Voto: 6.

Rossini. Si vede che questo ragazzo ha mezzi tecnici superiori alla Lega Pro. Per 70 minuti padroneggia all’interno dell’area amaranto, respingendo ogni attacco avversario senza fronzoli, calciando il pallone il più lontano possibile quando è necessario. Al 71’ però l’episodio che avrebbe potuto cambiare le sorti del match: Diop lo brucia, entra in area e il difensore amaranto lo tocca mettendolo giù. L’entità del contatto è dubbio, ma ciò non toglie l’errore commesso dal numero 26 amaranto. Voto: 6.

Gasbarro. Rispetto alle attese è lui, e non Lambrughi, a formare la coppia centrale al fianco di Rossini. Dopo la panchina nella gara contro l’Arezzo, il giovane difensore livornese ripaga la fiducia di Foscarini con una prova positiva, che non lascia spazio a distrazioni. Nel finale cerca anche la conclusione a rete, senza però molta fortuna. Voto: 6,5.

Lambrughi. Se sulla destra Gonnelli non sale quasi mai, diverso è il discorso per il difensore nato a Cernusco sul Naviglio, che cerca con frequenza di accompagnare la manovra offensiva degli amaranto. Alla buona volontà non si accompagna però sempre la qualità, con pochi palloni davvero pericolosi messi all’interno dell’area di rigore. Sulla sua prestazione pesa soprattutto la disattenzione in occasione della rete dei padroni di casa, perdendo la marcatura di Neglia libero di insaccare in rete. Voto: 5,5.

Luci. L’impegno e la determinazione non mancano mai nel capitano, che però fa fatica a ritrovare lo smalto dei tempi migliori. Forse giocare in un centrocampo a tre neanche esalta le sue caratteristiche che mal si conciliano con la posizione di mezzala, dove occorrerebbero una rapidità e una capacità di buttarsi negli spazi che Andrea non ha. Voto: 6.

Giandonato. Strano caso quello del centrocampista ex Lanciano. Dispone di mezzi tecnici notevolissimi, ma spesso sembra giocare con superficialità e leziosità. Avrebbe tutte le qualità per prendere per mano questa squadra, ma evidentemente il ragazzo sembra avere ancora qualche limite di personalità. A Viterbo si vede poco, non mostra quella quel carisma indispensabile per giocare in un ruolo così delicato. Ha comunque il merito di fornire l’assist per la rete di Murilo, grazie anche ad una colossale ingenuità della retroguardia laziale. Voto: 5,5.

Gemmi (43’ st). Torna in campo dopo un problema fisico che lo ha tenuto fuori per diverse settimane. Bentornato. Senza voto.

Marchi. Nel primo tempo non si vede quasi mai, correndo sì tanto, ma spesso a vuoto. Un po’ meglio nella ripresa, in cui partecipa maggiormente alla manovra amaranto. Non chiedeteli però di trovare il passaggio illuminante o l’assist vincente: da buon maratoneta, le sue qualità sono altre. Voto: 5,5.

Ferchichi. Come contro l’Arezzo e come una buona parte del match di Siena, il centrocampista italo-tunisino viene schierato come trequartista dietro le punte, continuando a destare una buona impressione. Trova spesso lo spazio giusto alle spalle del centrocampo gialloblu, costringendo spesso la retroguardia avversaria a commettere il fallo. Nella ripresa sembra calare e, in un paio di occasioni, non gestisce almeno al meglio il contropiede. Il ragazzo ha comunque le potenzialità per crescere. Voto: 6.

Jelenic (20’ st). Entra al posto di Ferchichi, prendendone in consegna anche la posizione alle spalle del tandem offensivo. Per lui che nasce come esterno non è proprio il massimo della vita, ma cerca di adattarsi al meglio. Non riesce ad incidere molto, ma si intravede che in questa categoria è un declassato. Il Livorno ha bisogno di ritrovare al più presto il miglior Jelenic. Voto: 6.

Murilo. Bravo a crederci fino in fondo in occasione della rete, sfruttando al meglio uno svarione della retroguardia viterbese. Per lui è la terza rete in stagione, diventando, ad oggi, il miglior marcatore della squadra amaranto. Con la Viterbese in svantaggio e costretta ad aprirsi, ci saremmo aspettati forse qualcosa in più dalla sua velocità. Non dimentichiamoci comunque che stiamo parlando di un ragazzo di 21 anni che, alla vigilia della stagione, era considerato come una semplice alternativa. Voto: 6,5.

Dell’Agnello (32’ st). Fa il suo ingresso in campo nell’ultima fase di gara, cercando di portare più peso offensivo alla squadra di mister Foscarini. Riceve però pochissime occasioni per mettersi in mostra. Senza voto.

Cellini. Ritorna titolare dopo il lungo infortunio che lo ha tenuto lontano dal terreno di gioco per oltre un mese, e si vede chiaramente che il suo stato di forma è lontanissimo da quello ottimale. Non riesce ad incidere, non riesce mai a trovare il guizzo che lo porta a tirare in porta. Forza Marco, il Livorno ha bisogno dei tuoi gol. Voto: 5.

Foscarini. Sceglie ancora una volta la difesa a quattro, lasciando capire che, al momento, è questo il sistema di gioco che reputa più adatto per questa squadra. Opta un po’ a sorpresa di schierare Gasbarro centrale e Lambrughi a sinistra, contrariamente a ciò che potevamo attenderci. La scelta non è malvagia, anzi la coppia centrale Rossini e Gasbarro funziona bene, ma forse si è venuta a perdere così una maggiore capacità di arrivare sul fondo da parte dei terzini, compito nel quale spesso si è contraddistinto proprio il giovane difensore livornese. Per il resto la formazione è quella attesa, con il rilancio di Cellini fin dal primo minuto gioco e il centrocampo ormai “classico”. La squadra nella prima parte di gara tiene bene il campo, mentre nella ripresa (ancora una volta) sembra andare in sofferenza, rischiando anche il kappao. Un pareggio a Viterbo poteva anche starci, ma ora nella gara con il Prato di domenica prossima è ammesso un solo risultato: la vittoria. Voto: 6.

 

Sezione: Calcio / Data: Dom 30 ottobre 2016 alle 23:40
Autore: Davide Lanzillo / Twitter: @amarantanews
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