Trapani – Veramente poco è ciò che si può salvare al termine di una prestazione, che consente al Livorno di ottenere la dodicesima sconfitta in trasferta della stagione: se il reparto difensivo bene o male ha retto, non altrettanto soddisfacente può dirsi il contributo, rivelatosi pressoché impalpabile, portato dagli uomini schierati in attacco. Ma vediamo, una per una, le valutazioni dei giocatori scesi in campo in maglia amaranto:
Pinsoglio. Nell’arco della partita, è chiamato più volte a respingere conclusioni scoccate dai giocatori del Trapani, disimpegnandosi con efficacia ma senza eleganza. Sul finire del primo tempo, è letteralmente salvato da Vergara, che devia con il corpo un colpo di testa a botta sicura da parte di Raffaello. Fa sempre la scelta giusta quando si tratta di non intervenire o di seguire con lo sguardo un pallone che sta andando fuori. Non sembra avere particolari responsabilità sul tiro di Fazio da cui nasce il gol. Voto: 6.
Ceccherini. Partita di grande impegno e di grande applicazione per il centrale difensivo amaranto chiamato, da un lato, a fronteggiare le voragini che si aprono dalla parte di Moscati e, dall’altro, a “coprire” il rientrante Emerson, che non è mai stato un fulmine di guerra. Voto: 6.
Emerson. Cosa è rimasto del centrale brasiliano che occupa un posto non irrilevante nel cuore di tutti gli sportivi amaranto? Molto, se non tutto: la condizione fisica non può essere certamente ottimale, tornando in campo a distanza di oltre due mesi dalla sua ultima apparizione, ma il senso della posizione e la visione di gioco sono assolutamente intatti. Una volta che il Livorno è in svantaggio, cerca di prendere in mano la squadra, impegnando il portiere del Trapani su due pericolosi calci di punizione e, così facendo, si guadagna la palma di migliore in campo in casa amaranto. Voto: 6,5.
Vergara. Concentrazione e precisione non sono certamente il suo forte anche se, in un modo o in un altro, riesce sempre ad essere efficace: è inguardabile quando è chiamato a trattare la palla con i piedi, ma un suo intervento è provvidenziale quando si oppone con la schiena al colpo di testa di Raffaello sul finire del primo tempo. Voto: 6.
Vantaggiato (34’ st). Un intervento in scivolata su Nizzetto potrebbe costargli l’ammonizione pochi minuti dopo il suo ingresso in campo, ma è bravo a chiedere subito scusa. Senza voto.
Lambrughi. Questa prestazione non sarà certamente sufficiente a consentirgli di recuperare la maglia da titolare, che sembra irrimediabilmente perduta a vantaggio di Gasbarro, ma le preoccupazioni più grandi non arrivano certamente dalla sua parte: non molla niente in fase difensiva e ha l’unico torto di sparare alle stelle un pallone servitogli da Emerson, direttamente da calcio d’angolo. Voto: 6.
Moscati. Soffre il dinamismo dei centrocampisti in maglia granata e l’assenza sulla sua fascia di Antonini, con il quale aveva dimostrato di essere riuscito a costruire una valida sinergia nelle due fasi. Sul gol del Trapani, è lui a non opporsi con determinazione al tiro di Fazio e, contestualmente, a coprire involontariamente il pallone a Pinsoglio. Voto: 5.
Cazzola. L’applicazione e l’impegno che mette in campo fanno di lui il migliore degli amaranto per lunghi tratti della partita, cioè fino a quando non sale in cattedra Emerson. Cerca di essere sempre nel vivo dell’azione e di mettere ordine, lì dove gli è possibile. Il cartellino giallo che riesce a guadagnarsi sul finire della partita, calciando via un pallone senza motivo, denota un nervosismo che interessa non soltanto lui, ma anche il resto della squadra. Voto: 6.
Biagianti. In assenza di Schiavone, sarebbe logico aspettarsi un suo apporto in fase di regia, ma non accade niente di tutto questo: il centrocampista fiorentino gioca a testa bassa e non si prende carico di nessuna delle mansioni appartenute al compagno di squadra, squalificato dal giudice sportivo. Esemplificativo della maniera in cui ha interpretato la sua partita rimane un calcio d’angolo da lui provocato con un retropassaggio a Pinsoglio effettuato dalla metà campo avversaria. Voto: 5,5.
Valoti. Al debutto assoluto in maglia amaranto, l’ex trequartista del Pescara non sembra né più né meno un pesce fuor d’acqua impegnato, in alcune situazioni, a fare il centravanti boa e, in altre, il ruolo che più gli compete. Non è mai pericoloso. Voto: 5.
Baez (15’ st). E’ una fortuna che ci sia il tabellino della partita a ricordarci la sua discesa in campo perché l’attaccante uruguaiano non fa nulla per mettersi in evidenza. Prescindendo per un attimo dall’analisi della partita di oggi, c’è da dire che questo giocatore lascia la forte sensazione che il suo rendimento sia inversamente proporzionale alle aspettative che si nutrono nei suoi confronti: fa bene quando è chiamato a portare il suo contributo in una squadra che funziona e fa male quando ci si aspetta che si carichi la squadra sulle spalle. Voto: 4,5.
Vajushi. Nasce dai suoi piedi la pericolosa palla gol avuta da Fedato in avvio di ripresa: per il resto, non c’è altro da salvare nella prestazione di un giocatore rimasto in campo per novanta minuti, forse soltanto perché Panucci non aveva più di tre cambi a disposizione. Voto: 5.
Fedato. Non una grande prestazione da parte dell’attaccante nativo di Mirano da cui ci si aspetta sempre molto: in avvio di secondo tempo, è bravo e fortunato a ritrovarsi sui piedi la prima palla gol della partita per il Livorno, ma non abbastanza cattivo da trasformarla in rete, come affermato da Panucci in conferenza stampa. Deve giocare per continuare a crescere, ma è impensabile costruire un Livorno che sia dipendente da Fedato, con tutto il rispetto per il giocatore di proprietà della Sampdoria. Voto: 5,5.
Jelenic (14’ st). Si fa fatica a giudicare un giocatore che, in ogni partita, viene sempre schierato in un ruolo diverso rispetto alla partita precedente: ha il tempo di mostrare di avere la solita grande corsa di cui questa squadra avrebbe tanto bisogno, sia in fase difensiva sia in fase offensiva. Voto: 6.
Panucci. A seguito di una trasferta come quella di Trapani, ciò che più dovrebbe dispiacere al tecnico amaranto non è tanto la sconfitta quanto il fatto che l’ennesimo risultato negativo fuori casa sia maturato al cospetto di una squadra che, al di là di un’onesta partita, ha fatto ben poco per portare a casa l’intera posta in palio. La prima occasione da gol per gli amaranto arriva soltanto in avvio di ripresa e la reazione prodotta dalla squadra, una volta subito il gol, è frutto della spinta dei nervi e di iniziative individuali. Voto: 5.
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