La Spezia – La batosta rimediata allo Stadio Alberto Picco pone fine ad una mini serie positiva, che aveva avuto inizio con il pareggio interno contro il Como: ora, è arrivato il momento di analizzare insieme la prestazione fornita da ogni singolo giocatore in maglia amaranto.   

Pinsoglio. Il portiere piemontese è esente da responsabilità sul primo gol di Calaiò, ma lo stesso ex attaccante del Siena è bravo a rubare il tempo a lui e a Borghese quando si tratta di mettere in rete il gol del momentaneo 2-0. Sul terzo gol, probabilmente, avrebbe potuto fare qualcosa di più. Compie il primo intervento della partita al quinto minuto della ripresa ed evita brillantemente, a pochi minuti dalla fine, un gol di Nenè che avrebbe reso il passivo ancora più pesante. Il gioco con i piedi rimane il suo tallone d’Achille, con o senza la collaborazione di Vergara. Voto: 5.    

Antonini. Non si può non tenere in considerazione che il giocatore è arrivato dall’Ascoli soltatnto all’ultimo giorno di mercato, ma certamente non fornisce una prestazione all’altezza della sua qualità e della sua esperienza: basti pensare all’azione del primo gol, agevolata da una voragine apertasi sulla sua fascia di competenza. Rispetto alla partita contro la Ternana, scende sulla sua corsia con una frequenza leggermente superiore, favorito in questo da una minore intraprendenza di Gasbarro su quella opposta. Respingendo con il corpo una conclusione di Situm a botta sicura all’inizio del secondo tempo, rimanda solo di qualche minuto il terzo gol dello Spezia. Voto: 5.  

Borghese. Ammonito dopo dieci minuti di gioco per una trattenuta su Calaiò lanciato a rete, è costretto ben presto a frenare la propria fisicità per non incorrere in un secondo cartellino giallo. Partecipa a buon diritto al naufragio della difesa amaranto, assumendo un ruolo di primo piano sia sul primo sia sul secondo gol, quando la finta di corpo di Calaiò manda fuori tempo lui e Pinsoglio. Migliora il suo rendimento alla distanza, facendo sentire il suo strapotere fisico anche in area avversaria: basta la sua sola presenza sotto porta a intimorire la retroguardia spezzina e a indurre Valentini a deviare il pallone verso la propria porta, colpendone il palo. Voto: 5.

Vergara. Ha sulla coscienza l’ammonizione che Borghese è costretto a spendere per fermare Calaiò lanciato a rete dopo dieci minuti di gioco e partecipa, suo malgrado, alla frittata collettiva da cui deriva il primo gol di Calaiò, da lui preso in consegna quando Borghese comincia a rischiare il secondo giallo. I suoi interventi sono sempre molto eleganti, ma non altrettanto concreti: da brividi, invece, i suoi retropassaggi a Pinsoglio. Voto: 5.  

Gasbarro. Il terzino classe 1995 sembra non prestare particolare attenzione alla presenza di Piccolo sulla sua fascia e, quasi come contro la Ternana, è dappertutto: corre, imposta e detta il passaggio al compagno, salvo poi farsi trovare impreparato quando si tratta di fronteggiare i pericoli portati dagli attaccanti dello Spezia. Sul primo gol, oltre ad essere fuori posizione, mancando l’anticipo su Calaiò, di fatto serve l’attaccante palermitano; sul secondo gol, invece, non contrasta prontamente De Col che scende lungo tutta la sua fascia di competenza e serve Calaiò, che sigla il 2-0. Comprendiamo l’esuberanza tattica di un giovane calciatore alla prima stagione in serie B, ma un terzino sinistro dovrebbe pensare principalmente a difendere. Voto: 4,5.  

Biagianti. Corsa e dinamismo al servizio della squadra: al 24’ è protagonista di uno scontro aereo con Errasti, che lo costringe a fermarsi prima di poter riprendere il gioco. Crediamo che sia rimasto negli spogliatoi a scopo precauzionale. Voto: 6.

Aramu (1’ st). Schierato come esterno alto a destra nel 4-2-3-1 mandato in campo all’inizio del secondo tempo, non riesce a farsi notare se non per qualche efficace ripiegamento difensivo. Subisce il fallo che porta all’ammonizione di Terzi, a risultato ormai acquisito. Voto: 5,5.

Schiavone. L’ex centrocampista del Modena è, nel primo tempo, l’uomo sbagliato al posto sbagliato quando viene ridicolizzato da Calaiò nel tentativo di porre rimedio al mancato anticipo di Gasbarro che serve l’attaccante dello Spezia in area amaranto e, nel secondo tempo, non si oppone con efficacia a Situm che, dopo essere sceso sulla fascia sinistra, si accentra e trafigge Pinsoglio con un tiro che si insacca alla destra del portiere toscano: ciononostante, si rivela il migliore tra i centrocampisti amaranto e questo la dice lunga sulla prestazione fornita dalla mediana di Panucci. Il dinamismo dei giocatori dello Spezia lo costringe ad arretrare il suo raggio d’azione per prendere palla e far girare la squadra, ma non si perde d’animo e, per quanto possibile, recita bene la parte in commedia, apparendo più combattivo rispetto alla prestazione fornita contro la Ternana. Toccato duro dal croato Misic, esce a due minuti dalla fine per lasciare il posto a Palazzi. Voto: 6.

Palazzi (43’ st). Il suo ingresso in campo consente soltanto di allungare di altri 30 secondi il tempo di recupero. Senza voto.

Jelenic. Porta a termine una partita di puro sacrificio, che lo vede schierato sistematicamente fuori ruolo: nel primo tempo, da intermedio sinistro di un 4-3-3, compresso tra Gasbarro, che pensa a tutto tranne che a mantenere la posizione, e Bunino non pervenuto; nel secondo tempo, addirittura, al fianco di Schiavone nei due di centrocampo. Prova in tutti i modi a portare il suo contributo e, prima che il match abbia fine, conclude anche verso la porta difesa da Chichizola: un tiro altissimo, privo di ogni pretesa, ma emblema della sua partita. Per i motivi elencati, non ci sentiamo di giudicare insufficiente la sua prestazione. Voto: 6.

Vajushi. Scaturisce dai piedi del giocatore albanese il primo e unico tiro nello specchio della porta, su cui Chichizola è costretto ad accartocciarsi a terra e a sporcarsi i guanti: si tratta di un diagonale scoccato dalla sinistra che passa tra le gambe di De Col. Determinazione e dinamismo non gli fanno difetto, ma sembra fare tutto senza particolare entusiasmo. Voto: 6.  

Vantaggiato. Dimostra di essere in partita già al primo minuto di gioco, intervenendo in scivolata su Terzi che provava ad impostare l’azione partendo dalla difesa spezzina, ed è autore della conclusione più pericolosa del Livorno verso la porta di Chichizola: un angolatissimo colpo di testa, su un cross dalla destra di Vajushi, che sfiora l’incrocio dei pali alla destra del portiere. L’ingresso di Baez nel secondo tempo lo rende protagonista di almeno un paio di azioni pericolose, che lo vedono andare a concludere, ma da uno come lui è lecito aspettarsi di più. Rimane il dubbio su come sarebbe finita la partita se, prima dell’inizio del match, fosse stato schierato al centro dell’attacco dello Spezia e Calaiò fosse stato schierato al centro dell’attacco del Livorno. Voto: 5,5.

Bunino. Viene riproposto da Panucci nel ruolo di esterno sinistro, che aveva fatto di lui il protagonista della partita vinta contro la Ternana, pur essendo una punta centrale: finisce per risultare completamente fuori dal gioco sia in fase offensiva sia in fase difensiva, facendo anche mancare il suo apporto a Vantaggiato. Voto: 5.

Baez (1’ st). Con l’ingresso di Baez al posto di Bunino e di Aramu al posto di Biagianti, Panucci passa dal 4-3-3 al 4-2-3-1 e individua nell’attaccante uruguaiano il partner d’attacco per Vantaggiato. E’ sicuramente il migliore tra i giocatori in maglia amaranto: reclama un rigore dopo 4  minuti per un atterramento in area da parte di De Col, libera al tiro Vantaggiato provando a finalizzare un pericoloso contropiede, ma soprattutto colpisce l’incrocio dei pali alla sinistra di Chichizola con un tiro da fuori area: non fa cose trascendentali, ma almeno ci prova con più insistenza. Voto: 6,5.

Panucci. Personalmente, non ho condiviso le frasi della vigilia con cui il tecnico del Livorno chiedeva ai propri ragazzi di mettere in campo una prestazione tale da consentire loro di recuperare il rispetto dei propri tifosi: sono convinto che il rispetto non debba mai mancare e, qualora venga a mancare, la responsabilità è sempre di chi lo fa mancare e non di chi non fa nulla per meritarlo. Premesso ciò, la sconfitta di La Spezia ha semplicemente fatto riaffiorare alcune delle criticità manifestatesi già nella prima parte di stagione, a cominciare dalla contemporanea presenza in campo di troppi piedi buoni e troppi pochi “portatori d’acqua”: schierare contemporaneamente in campo tanti giocatori di qualità come fa Panucci è possibile solo se la squadra gode di una condizione atletica e di una disponibilità al sacrificio pari o superiori a quella dell’avversario, altrimenti diventa complicato sostenere la loro azione; è altresì necessario che il centrocampo protegga la difesa e che i difensori pensino principalmente a difendere. Non si tratta di chiudere i giocatori in una “gabbia”, bensì di far comprendere loro che è importante saper fare le due fasi, ma è fondamentale portare a termine il compito per cui si viene schierati in campo. Voto: 5.  

Sezione: Calcio / Data: Dom 14 febbraio 2016 alle 23:47
Autore: Gianluca Andreuccetti
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