Cremona. Con una inaspettata rimonta il Livorno fa il colpaccio in casa della big Cremonese, candidata alla promozione come unica a tener testa alla fuga dell’Alessandria. Anche in mezzo ad una nebbia da tagliare col coltello i ragazzi di Foscarini si producono in una prova maiuscola di gioco e di carattere. Come dall’aprile del ’59 le tigri grigiorosse, con noi, la mangiano ghiaccia.
Dopo aver subito per quarantacinque minuti le ripartenze e le sfuriate offensive avversarie, il Livorno rientra in carreggiata e fa quel che ha capito di saper fare. Soffre, pazienta e colpisce. Il nono risultato utile consecutivo irrora l’ambiente di autostima e fiducia nel futuro prossimo.
Foscarini si gongola del terzo posto ma non può glissare su un primo tempo in apnea nonostante il momentaneo vantaggio. – “Abbiamo dato troppo spazio”. Possiamo dire che nel primo tempo, lo spazio, glielo abbiamo dato tutto visto che si parla di 7 palle gol elargite agli uomini di Tesser. La ripresa interpretata da grande squadra è il segno evidente che il Livorno ha fatto grandi passi in avanti, non solo sotto il profilo del gioco. –“L'esultanza finale, tutti uniti, è il simbolo di una ricostruzione che sta arrivando passo dopo passo, siamo un gruppo solido”.
Alessandro Gasbarro si è inventato il gol del pareggio tirando fuori dal cilindro una giocata da bomber consumato. Nonostante i facili entusiasmi pensa al plurale. – “Abbiamo giocato da squadra vera”.
Murilo, il match winner del colpo sotto, twitta una profonda riflessione. –“Era fondamentale vincere”. E il Livorno lo ha fatto, anche grazie ai suoi 25 minuti giocati.
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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