Alessandria – Al Moccagatta l’Orso grigio ammaestrato dal grossetano Braglia fa un sol boccone di un Livorno a dir poco impreparato. Il test definito alla vigilia “importante e impegnativo” da Foscarini si è rivelato una prova del nove che non torna affatto. La difesa a tre regge, solo nella prima frazione. A centrocampo le poche geometrie apprezzabili passano per i piedi di Giandonato ma si fermano sulla tre quarti. Là davanti Dell’Agnello e Cellini non entrano mai in partita. La media voto è nettamente sotto la sufficienza, si salvano in pochi. Il secondo tempo è un monologo dei padroni di casa che sancisce una sonora sconfitta. Netta e meritata. Dieci conclusioni dell’Alessandria, e una, il rigore, del Livorno.

Per mister Foscarini sono state determinanti le assenze. Troppe, secondo lui, per affrontare quello era considerato uno scontro al vertice. Evidentemente, non è più il caso di parlare di uno scontro al vertice. E’ il primo a dire che non siamo la squadra ammazza-campionato. “Non siamo la Juve della serie C – C’è ancora molto da lavorare”.

Fabrizio Grillo, che con i compagni di reparto ha visto i sorci verdi nei secondi 45 minuti sostiene che “Nella ripresa abbiamo subito le loro individualità”. In effetti, la chioma riccioluta di Iocolano, doppietta e artefice del rosso di Toninelli, ha avuto un peso rilevante nell’andamento della gara. E’ altrettanto vero che sarebbe riduttivo imputare la prova di forza dei grigi alle scorribande dell’esterno d’attacco schierato da Braglia.

A ridimensionare lo scoramento generale il “Buon primo tempo” che ha visto il numero uno amaranto. Queste le parole di Spinelli per non creare allarmismi e per iniettare a tutti quanti la fiducia necessaria per le prossime 36 partite.

Sezione: Calcio / Data: Lun 05 settembre 2016 alle 20:09
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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