Livorno – Cinque erano i gol che il Livorno aveva realizzato nel corso delle sei partite precedenti e cinque sono i gol che il Livorno ha realizzato questo pomeriggio contro il Prato, avendo avuto il merito di far girare la partita a proprio favore, già dai primi minuti di gioco. A parte una veniale eccezione, solo elogi e voti sopra la sufficienza per gli uomini di Foscarini, che hanno disputato una grande prestazione, resa certamente più amara dall’infortunio occorso a Giandonato all’inizio del primo tempo:
Mazzoni. Ritarda di un minuto il gol della bandiera del Prato, mandando a sbattere contro la traversa un preciso colpo di testa di Ogunseye: è un intervento che vale come un gol, ma il resto è ordinaria amministrazione. Voto: 6,5.
Gonnelli. Dà l’impressione che i continui cambi di ruolo e di modulo stiano cominciando a penalizzare il suo rendimento, pur riuscendo a disimpegnarsi sempre piuttosto bene. Voto: 6.
Borghese. La prestazione di oggi ci ha ricordato Fabio Galante, suo illustre predecessore in maglia amaranto che, nell’ultima parte della propria carriera, riusciva a dare un apporto solo se schierato nel ruolo di centrale di una difesa a tre: detto che auguriamo a Borghese di giocare almeno fino all’età di Galante, il suo ruolo è quello in cui è stato schierato oggi, con al fianco due rapidi francobollatori come Gonnelli e Gasbarro. Al netto di ammonizioni e perdonabili sbavature, può dare un contributo alla squadra proprio come ha fatto oggi. Voto: 6.
Gasbarro. Il giocatore, probabilmente, non sarà d’accordo con noi, ma il ruolo di centrale di sinistra in una difesa a tre, già ricamato per lui da Gelain sul finire della scorsa stagione, è quello che più gli si addice non foss’altro perché, nell’uno contro uno, gli è più facile far valere le sue doti fisiche e temperamentali. Voto: 6,5.
Jelenic. Non ha ancora la facilità di corsa che aveva prima dell’infortunio, ma riesce comunque ad essere devastante sia quando è lui a prendere l’iniziativa sia quando sono i compagni ad invitarlo a partecipare all’azione: il primo gol è una sua invenzione; il secondo, invece, nasce da una progressione offensiva molto pulita, orchestrata da Morelli e portata avanti da Cellini, che lo invita alla conclusione. Voto: 7,5.
Ferchichi (28’ st). Già in conferenza stampa, Foscarini aveva preannunciato per lui un minutaggio ridotto. Quando entra in campo, la partita è già da tempo in cassaforte. Senza voto.
Marchi. Dà equilibrio al centrocampo amaranto, concentrando le proiezioni in fase offensiva nell’ultimo quarto d’ora di partita. Voto: 6.
Giandonato. Dopo neanche un quarto d’ora di gioco è già fuori dal rettangolo verde, trasportato in barella dal personale sanitario e con le mani sul viso in seguito ad un intervento di Ogunseye, che non gli consente di continuare la partita e che produce l’effetto di tenere accesi gli animi per tutto il resto dell’incontro. Auguriamo al giocatore (e a Foscarini) che non si tratti di nulla di particolarmente grave. Senza voto.
Morelli (14’ pt). Entra in campo quando il Livorno è già avanti di un gol ed ha un impatto devastante sulla partita, contribuendo ad aprire vere e proprie praterie sulla sua fascia di competenza; partecipa in maniera determinante alla terza e alla quarta segnatura del Livorno, procurandosi il fallo da cui scaturisce la punizione trasformata da Lambrughi, ed appone il suo sigillo sulla partita, realizzando il gol che fissa il risultato sul punteggio di 5 a 1. Giornata dalle grandi emozioni per lui, al suo primo gol in maglia amaranto, e per chi, in questi anni, lo ha visto crescere e soffrire. Voto: 7,5.
Luci. Foscarini gli consegna le chiavi della cabina di regia, dopo l’uscita di Giandonato, in una partita dalle caratteristiche molto diverse rispetto a tanti degli incontri fin qui disputati dal Livorno e lui, a modo suo, prova a dare geometria alla squadra; fa il capitano quando si tratta di andare a redarguire Cavagna e di pretendere una sanzione esemplare per il centrocampista del Prato, reo di aver commesso un brutto fallo ai danni di Morelli. Voto: 6,5.
Lambrughi. Parte subito forte e fa tutto molto bene, pur astenendosi dallo svolgere compiti difensivi: bella e rabbiosa la sua esultanza per un gol in maglia amaranto, trovato a distanza di oltre sei anni dal precedente (Varese-Livorno 1-1, mercoledì 13 ottobre 2010). Voto: 7.
Cellini. Essendo ben lontano dalla sua forma migliore, ha evidentemente bisogno che qualcuno faccia il lavoro sporco al posto suo, ma, quanto a senso della posizione e a fiuto del gol, non è secondo a nessuno. Voto: 6,5.
Vantaggiato (23’ st). Di nuovo in campo a distanza di quattro giorni dalle fatiche di Coppa Italia con la Carrarese, appare ancora lontano dalla forma migliore e non partecipa alla fiera del gol degli amaranto: bravo Foscarini ad insistere su di lui per recuperarlo in tempi ragionevolmente brevi. Voto: 5,5.
Murilo. Con Cellini al suo fianco, è tutta un’altra vita anche per lui perché i movimenti del trentacinquenne centravanti fiorentino gli suggeriscono cosa è giusto e cosa non è giusto fare. Si procura il rigore, trasformato dal più esperto compagno nonché utile per il 2 a 0, e, nell’ultima parte dell’incontro, cerca la soddisfazione personale del gol con una comprensibile ostinazione. Voto: 6,5.
All.: Foscarini. Alla vigilia della partita di oggi, Mister Claudio Foscarini aveva chiesto ai suoi ragazzi di lasciarsi alle spalle la brutta eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Carrarese e di giocare la partita dell’anno: così è avvenuto, anche grazie a lui che è passato al 3-5-2, lasciando in panchina Rossini e Ferchichi, e ha vinto la partita sulle fasce laterali, dove Lambrughi e Morelli hanno letteralmente divorato i loro rispettivi avversari. Al di là dei moduli di gioco ed in attesa di conoscere l’entità dell’infortunio subito da Giandonato, tuttavia, ciò che più impressiona della partita di oggi è la maniera in cui gli amaranto hanno affrontato l’avversario sotto il profilo emotivo: per questa ragione, farà bene il Mister a continuare ad insistere sull’importanza di questo aspetto. Voto: 7.
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