Livorno – Annibale Frossi, celebre calciatore della nazionale italiana di Vittorio Pozzo e allenatore dell’Inter negli anni Cinquanta, era solito descrivere lo 0-0 come il risultato perfetto perché in grado di sintetizzare nel migliore dei modi la capacità delle squadre di fronteggiarsi senza avere la meglio l’una sull’altra: saremmo d’accordo con lui anche questa volta se questo ennesimo pareggio non lasciasse in piena zona playout una squadra incapace di andare in gol per la terza partita consecutiva, sebbene abbia disputato una partita caparbia e volitiva. Qui di seguito le nostre valutazioni:
Pinsoglio. Solo ordinaria amministrazione in questa partita per l’ex portiere del Modena, validamente assistito dai suoi compagni di reparto: tuttavia, nel primo tempo, appare pericolosamente impreparato sul tiro scoccato a porta spalancata da Costa Ferreira, servito da Masucci. Voto: 5,5.
Antonini. L’ex terzino sinistro del Milan fornisce la sua migliore prestazione da quando è a Livorno, avvantaggiandosi del rapporto di collaborazione instaurato con Moscati: se Antonini sale, Moscati rimane a coprire; se Moscati sale, Antonini rimane a coprire. Uomo in più al centro della difesa quando gli amaranto sono chiamati a respingere le offensive dei liguri, è spesso propositivo e pericoloso in fase offensiva. L’ammonizione inflittagli da Manganiello impedirà a Panucci di schierarlo a Trapani. Voto: 6,5.
Ceccherini. Difficile trovare una pecca a questo giocatore che, per quanto è preciso e puntuale negli interventi, riesce perfino a non mettersi in evidenza, proprio come sanno fare i grandi difensori. Il tiro che Staiti respinge sulla linea al 36’ pt meritava miglior fortuna. Voto: 7.
Vergara. Ci perdoni il colombiano, ma molte delle sue partite lasciano la sensazione che a lui manchi sempre un soldo per fare una lira, in conseguenza di una particolare tendenza a distrarsi proprio quando c’è bisogno del suo apporto. Non in questo match, in cui è sempre attento e presente, pur partecipando allo svarione collettivo della difesa da cui scaturisce il tiro a colpo sicuro di Costa Ferreira. Voto: 6,5.
Gasbarro. Chiamato a coprire le spalle a Fedato, il terzino sinistro amaranto porta a casa una prestazione tutto sommato buona, in parte macchiata dai due cartellini gialli che gli impediranno di rendersi utile nella trasferta di Trapani. La presenza di Fedato sulla sua corsia lo costringe a non avanzare il proprio raggio d’azione e non è un caso che venga espulso proprio quando l’ex barese è già stato sostituito. Rimane negli occhi un suo disimpegno con il quale sbroglia una situazione complicata a seguito di un doppio liscio, suo e di Ceccherini. Un eventuale gol della Virtus Entella negli ultimi minuti ci avrebbe obbligato a modificare il giudizio. Voto: 6.
Moscati. Nel 4-4-2 disposto in campo da Panucci, suscita grande interesse l’apporto che sono chiamati a scambiarsi le due coppie di giocatori schierati sulle fasce: Antonini e Moscati a destra, Gasbarro e Fedato a sinistra. Le caratteristiche dell’eclettico centrocampista livornese consentono ad Antonini di trasformarsi in un terzo centrale difensivo in fase di non possesso. Si conclude senza vincitori e vinti il duello ingaggiato con Keita, che è quasi sempre in terra. Voto: 6.
Bunino (37’ st). Con il suo ingresso in campo, Panucci si regala un altro finale di gara con due punte centrali, senza particolari risultati. Senza voto.
Schiavone. In assenza di Luci e di Cazzola, è chiamato a cantare e a portare la croce, più che in altre occasioni. Sono rari i pericoli per la difesa della Virtus Entella che non passino dai suoi piedi, a cominciare da un’angolatissima punizione sventata da Iacobucci, con un volo all’altezza dell’angolo basso alla sua destra. Voto: 6,5.
Biagianti. Schierato come centrale di centrocampo al fianco di Schiavone, mette il proprio dinamismo al servizio del più compassato compagno di reparto, lottando su ogni pallone. Da un suo buco su un contropiede della Virtus Entella, a cui lui stesso rimedia, potrebbe nascere una pericolosa occasione da gol per i liguri; propizia con un tiro da fuori area, volontariamente deviato da Vantaggiato, l’unica vera palla gol capitata sui piedi del centravanti pugliese. Conferma di vivere in questa fase il miglior periodo di forma da quando è arrivato a Livorno. Godiamocelo. Voto: 6,5.
Fedato. L’attaccante di Mirano ha tanta voglia, forse troppa, scendendo in campo dal primo minuto a distanza di quasi un girone dalla sua ultima apparizione tra gli undici di partenza. Si scioglie nel secondo tempo, ingaggiando un bel duello con Iacoponi, che ha caratteristiche completamente diverse dalle sue. Deve ritrovare il ritmo partita e lo può fare soltanto giocando. Voto: 5,5.
Jelenic (29’ st). Schierato prima a sinistra, poi a destra e poi di nuovo a sinistra, sembra avere tanta birra in corpo quanto era sembrato essere in debito d’ossigeno, lasciando il prato dello Stadio Braglia di Modena: dai suoi piedi nasce l’occasione di Vajushi al novantesimo minuto di gioco. Forse poteva entrare prima. Voto: 6.
Vantaggiato. Se un attaccante vive per il gol, è lecito aspettarsi che il buon Daniele non stia vivendo nel migliore dei modi questo lungo periodo di tempo, che lo ha visto andare in rete una sola volta nell’arco delle ultime nove partite da lui disputate. L’infortunio che lo ha costretto a rimanere fuori a Modena riconsegna a Panucci un attaccante al di sotto dei propri standard, ma il suo inserimento sul tiro di Biagianti nel finale lo rende comunque protagonista di una delle occasioni più pericolose della partita. Voto: 5,5.
Baez. Deludente la prestazione dell’attaccante uruguaiano che, in troppe occasioni, sembra intestardirsi nell’uno contro uno. Vantaggiato ha bisogno di un partner che valorizzi le sue caratteristiche, giocando a non troppa distanza da lui senza, al tempo stesso, pestargli i piedi. E’ stato più efficace in altre occasioni quando ha retto da solo tutto il fronte dell’attacco amaranto. Voto: 5.
Vajushi (14’ st). L’ingresso in campo dell’albanese cambia letteralmente l’andamento della partita perché, a differenza del proprio compagno di squadra, l’ex giocatore del Chievo Verona corre, lotta, salta l’uomo, va sul fondo e, più in generale, riesce sempre ad essere pericoloso. Sembra aver recuperato la brillantezza di inizio campionato anche grazie alla domenica di pausa impostagli da Panucci a Modena, ma non chiedetegli di fare gol. Voto: 6,5.
Panucci. I continui cambi di assetto ci fanno pensare ad un allenatore che, strada facendo, sia disposto ad abbandonare gradualmente le proprie ferree convinzioni pur di trovare il bandolo di una matassa che, settimana dopo settimana, sembra farsi più intricata: tutto ciò non può che farci piacere ed è in quest’ottica che si inserisce evidentemente la maniera in cui il tecnico nativo di Savona ha costruito il lavoro svolto sulle fasce laterali dai giocatori scesi in campo oggi. C’è un aspetto, tuttavia, che deve essere affrontato e risolto in tempi brevi: è necessario individuare, all’interno della rosa a disposizione, quale giocatore abbia le caratteristiche più adatte per scendere in campo al fianco di Vantaggiato e insistere su di lui. Voto: 6,5.
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