Livorno - Un punto contro il Cesena, che fa smouvere le acque al Livorno, e valutazioni nel complesso sufficienti per i giocatori e il tecnico amaranto. Vediamole.
Pinsoglio. Fa interamente il proprio dovere, anzi qualcosa in più perché il risultato poteva trasformarsi in beffa atroce a due o tre minuti dalla fine se non avesse deviato con un guizzo il colpo di testa ravvicinato di Djuric. In effetti il Cesena è tutto in quel tiro e in quello di Konè deviato in modo decisivo da Ceccherini. Se vogliamo vedere qualche pelucchio il portierone dovrebbe curare un po' di più le uscite. Voto: 6,5.
Antonini. Non lascia la posizione difensiva fino al secondo tempo inoltrato, quando Panucci lo alza sulla mediana. Prestazione decorosa. Voto: 6.
Ceccherini. I romagnoli lo stuzzicano, un po' come Calajò contro il Livorno. Aveva segnato al Cesena già nell'anno d'oro di Nicola, si è ripetuto oggi con la bella spaccata aerea a raccogliere la spizzata di Vantaggiato. Purtroppo è protagonista anche nel pareggio cesenate, spiazzando Pinsoglio nel tentativo di intercettare il tiro di Konè. Nel complesso fornisce una buona prova, la strada della stabilità è intrapresa. Voto: 6,5.
Vergara. Attento e pulito, fa cose semplici ma le fa bene. Voto: 6.
Gasbarro. Una delle doti migliori di questo giocatore è la lettura della partita: capisce che dalla sua parte c'è meno pressione e ne approfitta per spingere ed entrare nella difesa bianconera molto spesso. In una di queste occasioni fa un coast to coast servendo un pallone di platino a Vajushi che lo spreca. Esce dopo una botta. Voto: 7.
Lambrughi (29' st). Rientra dopo un bel po'. Senza voto.
Luci. La solita generosità del capitano, mai in discussione. Il reparto nel suo complesso però non convince, nella ripresa contribuisce a far abbassare troppo la squadra. Voto: 6.
Schiavone. A un primo tempo gagliardo, con buona tenuta del pallino del gioco, fa seguire una ripresa alla camomilla. Il problema onestamente riguarda un po' tutta la squadra ma, ragionando per reparti, il centrocampo fa poco filtro e non propone. Voto: 6.
Jelenic. Dei tre in mezzo è quello che, come al solito, dà la maggiore duttilità dal punto di vista tattico. Anche oggi Panucci lo sposta un paio di volte per il campo. Rende meglio nei ripiegamenti difensivi, dando una mano nei momenti di maggior attività del Cesena. Voto: 6,5.
Vajushi. Il suo tiro un po' fiacco che permette a Gomis di vantare la paratona grida ancora vendetta, sarebbe stato il raddoppio quattro minuti dopo il vantaggio e la storia della partita sarebbe stata diversa. Il meglio della sua prestazione sta nell'aver impegnato l'esterno basso cesenate ed avergli impedito, per tutto il primo tempo e parte del secondo, di affondare. Se mette su un po' di muscoli e di cattiveria può diventare un buon giocatore. Voto 6.
Bunino (40' st). Muscoli e corsa, troppo poco tempo per dimostrare qualcosa. Senza voto.
Vantaggiato. Il modulo a tre davanti, un po' larghi anche se mobili, lo penalizza. Lui fa sempre il suo, la zampata la mette sempre ed è sempre utilissimo: ottima la spizzata che Ceccherini incoccia per il vantaggio, molto buone un paio di conclusioni, però si ha l'impressione che sia un po' stanco e che sarebbe meglio tutelarlo di più mettendogli qualcuno più vicino. Voto 6,5.
Baez. Va a folate e si trova meglio quando riesce ad avere qualche metro davanti a sé, allora diventa molto pericoloso perché è forte fisicamente, veloce e tecnico. Fa due o tre incursioni frontali di ottima fattura: anche lui se troverà continuità e convinzione servirà parecchio. Voto: 6.
Moscati (16' st). Appena entrato fa un paio di errori madornali, non si perde d'animo e risale la china della tranquillità dopo un quarto d'ora. Nel finale si spinge in avanti con continuità piazzando alcuni cross interessanti, peccato non ci sia nessuno a raccoglierli. Voto 6.
Panucci. E' lunga la strada. Dopo un ottimo primo tempo, in cui i dodici punti di differenza tra Livorno e Cesena non si sono visti, l'ingresso in campo dopo l'intervallo è stato troppo morbido. Quando Drago ha messo dentro il predestinato (e un po' appoggiato dai media...) Sensi, la gara ha preso una piega decisamente favorevole ai romagnoli, con il Livorno che si è inspiegabilmente abbassato e sono fioccati errori banali negli appoggi. Il tecnico ha cercato di dare un po' di solidità al centrocampo ma i ragazzi non sono riusciti ad uscire dalla propria metà campo, rischiando di perdere una partita che, ad un certo punto, poteva essere vinta. Va bene così, per carità, muovere la classifica col Cesena è da accettare. Però bisogna crescere in fiducia nei mezzi e in mentalità agonistica: il traguardo della salvezza è alla portata del Livorno, remiamo tutti nella stessa direzione. Voto: 6.
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