Livorno – E alla fine arrivò il giorno dei giorni. E' il momento di lasciarsi alle spalle tutti gli errori e i tormenti del passato. Almeno per novanta minuti. All'Ardenza arriva il Pisa per la madre di tutte le partite. Il derby, soprattutto questo derby, non conosce mezze misure. Se lo vinci, ti dà una scossa pazzesca, forse decisiva, per affrontare lo sprint finale. Se lo perdi subisci un sorpasso clamoroso che, con tutto quel che hanno vissuto gli amaranto, rappresenterebbe con tutta probabilità il colpo di grazia definitivo. E il pari? Un limbo che farebbe felice soprattutto il Siena impegnato nella non semplice trasferta di Arezzo.
Ma Livorno-Pisa trascende il pur fondamentale scenario di classifica. E' la partita che nessuno vuole perdere, l'espressione di un campanilismo che affonda le sue radici nella storia delle due città e che va oltre la semplice sfida calcistica. Livornesi e pisani sono due mondi contrapposti in un pugno di chilometri. Il mare contro la campagna, l'estro creativo contro il sapere accademico, l'irruenza contro la razionalità. La lotta per la Serie B in tutto questo c'entra fino a un certo punto. Al finale di stagione e all'esito di questo campionato penseremo poi, l'importante domani sarà togliersi una soddisfazione contro quelli là. Anche perché, finalmente, sarà un derby vero. Il Livorno infatti, con grande fair play e mentalità, non ha fatto ripicche e ha concesso il massimo dei biglietti disponibili ai tifosi neroazzurri. Dopo anni di trasferte vietate, porte chiuse o semichiuse il derby torna ad avere la cornice di pubblico che merita. Anche per questo va onorato.
Per quanto riguarda le formazioni Andrea Sottil, richiamato sulla panchina amaranto dopo il breve interregno di Luciano Foschi, dovrà davvero inventarsi qualcosa. Murilo, Franco (respinto il ricorso) e Borghese sono squalificati. Gasbarro operandosi ha concluso anzitempo la sua stagione. Doumbia è tra i convocati ma le sue condizioni restano da valutare così come quelle di Luci, vittima di un affaticamento muscolare in settimana, e dell'acciaccato Pedrelli. Un bel rebus. L'unica certezza, rispetto alla trasferta di Olbia, è il ritorno dal primo minuto di Mazzoni tra i pali e di Vantaggiato in attacco. Considerando l'importanza del match Sottil dovrebbe optare per l'amato 4231 con Bresciani al posto di Franco, Pirrello e Gonnelli centrali e Perico sull'altro out, Valiani al fianco del capitano e il tridente Doumbia-Maiorino-Montini alle spalle del Toro di Brindisi. Tuttavia le numerose assenze potrebbero indurre il tecnico amaranto a qualche novità.
In casa neroazzurra Petrone dovrà fare a meno dell'infortunato Mannini e dovrebbe confermare l'undici che ha battuto il Pro Piacenza con Eusepi (autore del discusso gol che decise il derby di andata) e Negro all'attacco con Masucci pronto a dar manforte.
Fischio d'inizio sabato alle ore 17. Per chi non potà salire sui gradoni d'Ardenza o sarà costretta a seguirla da lontano è prevista la diretta tv su Sportitalia (canale 60). Le chiacchiere stanno a zero. Tanto cuore, molto impeto e la giusta rabbia. Il derby, noi livornesi lo sappiamo bene, si vince così.
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