Livorno – Fatta eccezione per Luciano Foschi, attuale tecnico del Renate ed ottimo vice di Mimmo Di Carlo nell’ultimo campionato disputato in serie A dagli amaranto, esiste soltanto un’altra figura di allenatore in grado di mettere d’accordo le diversissime storie di Livorno e Renate: stiamo parlando di Simone Boldini, sessantaduenne tecnico originario della provincia di Brescia, con alle spalle un passato di tutto rispetto come calciatore di serie A nelle file di Como, Milan, Ascoli, Napoli e Atalanta.
Nato a Ghedi (Bs) il 23 maggio 1954 e rimasto silente malgrado il nostro cortese invito ad intervenire dalle colonne di Amaranta.it nelle vesti di “doppio ex” della partita di domenica, Simone Boldini è in attesa di assumere nuovamente la guida tecnica di una squadra, dopo essere stato esonerato proprio dalla società lombarda del Renate lo scorso 7 dicembre, al culmine di una crisi di risultati che aveva relegato la squadra brianzola al penultimo posto in classifica dopo 14 giornate di campionato.
Ciononostante, le cinque stagioni trascorse sulla panchina delle “pantere” fanno di Mister Boldini un vero e proprio punto di riferimento nella relativamente giovane storia del Renate: al timone dei neroazzurri dal 2010 al 2015, con un solo anno di interruzione trascorso sulla panchina della Tritium (stagione 2011/2012), l’ex allievo di Liedholm ha disputato due semifinali playoff nell’allora campionato di Seconda Divisione (2010/2011 e 2012/2013) e, soprattutto, ha traghettato la squadra nel campionato di Lega Pro, consentendo ai neroazzurri di classificarsi al secondo posto nel girone A della Seconda Divisione 2013/2014 e di acciuffare la salvezza senza dover passare dalla lotteria dei playout nel campionato successivo, 2014/2015.
Ben più magro è il bottino conseguito dal tecnico nativo di Ghedi con il Livorno, del quale assunse la guida a seguito dell’esonero di Walter Nicoletti, avvenuto nei giorni immediatamente precedenti il Capodanno 1999: ultimo tecnico della gestione Claudio Achilli, presidente allora in coabitazione con Angelo Deodati, Simone Boldini vanta il curioso primato di essere stato il primo allenatore in ordine di tempo e l’unico a non essere stato scelto dal presidente Spinelli, tra i ventisei mister che si sono succeduti sulla panchina del Livorno in diciassette anni di gestione.
Debuttò tra le mura amiche dello stadio di Ardenza il 6 gennaio 1999 alla 17a giornata del girone A del campionato di serie C1 in coincidenza con un vibrante Livorno-Modena, che si concluse con la vittoria degli amaranto per 2 a 1, e fu costretto a togliere il disturbo circa ottanta giorni dopo a seguito del primo rovescio casalingo maturato sotto gli occhi di Aldo Spinelli: Livorno-Carrarese 1-2, in occasione della 26a giornata, al termine della quale riconsegnò il testimone al suo sfortunato predecessore. Andò via dopo 10 partite di campionato in cui aveva raccolto 2 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte, per un totale di 11 punti, ed una tanto storica quanto rocambolesca eliminazione dai quarti di finale della Coppa Italia di serie C per mano del Siena.
Vanta una lunghissima esperienza di allenatore, iniziata a Saronno nel lontano 1992, maturata nei campionati semiprofessionistici italiani di terza e quarta serie ed ulteriormente arricchita da un triennio trascorso alla guida del Lugano nella Challenge League svizzera: la già menzionata Saronno, Monza, Carrarese, Livorno, Pro Sesto, (di nuovo) Monza, Como, Lugano, Renate, Tritium e di nuovo Renate sono state, fin qui, le tappe di una carriera che lo ha visto debuttare anche sulla panchina della Primavera del Milan nella stagione 1996/1997.
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