Vercelli – Quando Bortolo Mutti, esonerato dopo il pareggio casalingo contro il Como, fu costretto ad abbandonare la panchina degli amaranto, lasciò a Christian Panucci il Livorno a 24 punti, quintultimo in classifica a pari merito con la Pro Vercelli: oggi, che Franco Colomba è stato a propria volta chiamato a raccogliere l’eredità dell’ex terzino destro del Genoa, le due squadre sono distanziate da un solo punto e disputerebbero i playout per evitare la retrocessione in Lega Pro, a testimonianza della delicatezza della stagione che stanno affrontando e della partita di domani pomeriggio all’Ardenza.
Di questo e di molto altro, com’era normale che fosse, ha parlato questa mattina in conferenza stampa il tecnico dei piemontesi Claudio Foscarini: “A Livorno ci aspetta una partita importante, la prima di cinque partite che potrebbero essere determinanti per il prosieguo del nostro campionato (dopo la partita di domani, la Pro Vercelli affronterà in rapida successione Modena, Como, Salernitana e Ternana, ndr): troveremo un ambiente caldo e tosto, ma saremo caldi e tosti anche noi. Senza dimenticare che il successo dell’andata potrebbe consentirci di essere in vantaggio negli scontri diretti sul Livorno, in caso di arrivo a pari punti, mi aspetto che la squadra vada lì per portare a casa la vittoria e non semplicemente per conquistare un risultato positivo: questo deve essere il nostro imperativo da qui alla fine di questo ciclo di incontri”.
Quali sono le maggiori insidie legate al Livorno? “Affrontare una squadra nella settimana del cambio dell’allenatore può essere un vantaggio o uno svantaggio, lo sapremo soltanto al momento della gara. Ciò che è certo è che l’allenatore avversario non può lavorare sui soliti riferimenti, ma è altrettanto evidente che l’allenatore che subentra, nell’arco di pochi giorni, può incidere davvero, solo ed esclusivamente dal punto di vista mentale, perché non ha tempo di dedicarsi sufficientemente né alla tecnica né alla tattica”.
“Per quanto riguarda la squadra che andrà in campo domani, posso dire che abbiamo lavorato sul 3-5-2 come modulo di partenza e su alcune varianti da apportare a questo schema di gioco: a livello di convocazioni, sono rimasti a casa Berra, Gatto e Rossi, in quanto infortunati, Scavone squalificato e Malonga, impegnato con la propria nazionale”.
A chi gli chiede quale sia lo stato di salute della Pro Vercelli, Foscarini risponde così: “La squadra sta lavorando bene e sta bene a livello di condizione fisica: in questo momento, il lavoro mio e del mio staff è principalmente incentrato sulla necessità di forgiare una squadra che sia solida, tosta e pronta per questo rush finale di stagione, che sappia andare incontro all’avversario con la giusta mentalità”.
Nel rappresentare la situazione attuale, Foscarini ha tempo e modo di polemizzare velatamente con l’ambiente vercellese, preso nel suo complesso: “Ho l’impressione che alcune valutazioni sull’andamento e sull’operato della squadra vengano formulate in maniera un po’semplicistica: è evidente che tutti vorremmo una squadra capace di avere la stessa intensità nella prima e nella seconda frazione di gioco oppure di schiacciare nella propria metà campo l’avversario rimasto in inferiorità numerica, ma non è così facile come lo si vuole far sembrare. A partire dall’allenatore e fino ad arrivare alla stampa e ai tifosi, è necessario che ognuno sappia che la Pro Vercelli potrà salvarsi anche all’ultima giornata contro il Cagliari, il che non vuol dire che la squadra non faccia il possibile per salvarsi in anticipo: ma, semplicemente, che la conquista della salvezza soltanto in extremis è un’eventualità sul tappeto, nei confronti della quale dovremo essere pronti”.
Per chiudere, l’ex allenatore del Cittadella manifesta un piccolo rimpianto per quello che è stato l’andamento della stagione: “Nella mia gestione, siamo stati più volte vicini a fare un salto di qualità quando, dopo due vittorie consecutive, abbiamo mancato la terza: così facendo, non avremmo conquistato una salvezza tranquilla, ma avremmo messo un certo margine tra noi e la zona retrocessione, che ci avrebbe consentito di vivere questa fase della stagione in maniera più serena”.
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