La Spezia – Nel presentarsi in sala stampa alla vigilia della partita di domani pomeriggio contro il Livorno, il tecnico dello Spezia Domenico Di Carlo fa sfoggio della forza dei nervi distesi propria di un allenatore che, con quattro vittorie e cinque pareggi raccolti nell’arco delle ultime dieci partite, sta contribuendo al rilancio in classifica dei bianconeri, dopo un altalenante avvio di stagione: “Non parlo volentieri delle decisioni arbitrali perché episodi negativi possono capitare a chiunque e in qualunque momento: non penso di dire un’eresia affermando che non ci sono stati assegnati tre rigori netti contro il Como, il Bari e il Perugia, ma io chiedo continuamente alla squadra di superare le avversità attraverso il gioco e lo spirito di gruppo. Sono molto contento, ad esempio, per la prestazione fornita dai miei giocatori a Perugia, dopo che la squadra era rimasta in inferiorità numerica: era la prima volta che accadeva nel corso della mia gestione e siamo stati bravi a non perdere la testa, terminando la partita in crescendo. Sono altresì contento perché, avendo portato a termine un’altra settimana di intenso lavoro, vedo il gruppo a mia disposizione sempre più deciso, più compatto e più energico: non ci resta che aspettare la partita di domani contro il Livorno, che da queste parti è la partita delle partite”.

Cosa ha riguardato principalmente il lavoro svolto in settimana? “Abbiamo lavorato molto in sala video, sapendo che dobbiamo e vogliamo arrivare a questo finale di campionato nel miglior modo possibile: l’intenzione dello staff tecnico è quello di far comprendere ai giocatori il lavoro che stiamo svolgendo, facendoli entrare il più possibile dentro i nostri meccanismi. Da questo punto di vista, abbiamo lavorato molto sull’atteggiamento e sulla concentrazione dei ragazzi, dividendo i giocatori per reparti. Nel corso della settimana, inoltre, si sono aggregati al gruppo ben tre giocatori della Primavera: oltre ad essere un premio per loro, una scelta del genere è dettata dalla mia necessità di conoscere meglio tutti gli elementi a disposizione. Quando mando in campo una formazione, infatti, non scelgo i giocatori in base alla carta d’identità, bensì in funzione del contributo che mi possono dare per aiutarmi a vincere la partita”.

Molto puntuale è l’ex tecnico del Livorno, quando si tratta di parlare dei singoli giocatori a sua disposizione: “Purtroppo, dovrò rinunciare a Dario Canadjija (centrocampista croato classe ’94, ndr): mi dispiace molto non poterlo convocare perché ho visto in lui una crescita esponenziale, dal punto di vista mentale, in queste ultime settimane di lavoro; probabilmente, tra i tanti giocatori a mia disposizione, è quello a cui il lavoro svolto sul campo ha fatto meglio. A livello di infortunati, mancheranno anche Kvrzic, Martic, Okereke e Crocchianti, ma non sono preoccupato perché conosco bene la qualità della rosa. Mi infastidiscono di più le assenze degli squalificati Pulzetti e Postigo perché mi obbligheranno a cambiare, cosa che non mi fa mai piacere fare soprattutto quando le cose vanno in un certo modo. Su Juande (centrocampista spagnolo classe 1986, ndr) deciderò solo dopo aver parlato con il giocatore perché si è allenato bene in questi ultimi giorni, ma è reduce da un periodo discretamente lungo di inattività. In compenso, posso dire che Catellani e Ciurria sono a mia completa disposizione e stanno molto bene. Premesso ciò, sono convinto che chi scenderà in campo farà il meglio e il massimo per cercare di battere il Livorno”.

Sul tipo di partita da aspettarsi, Di Carlo ha le idee chiare: “Beh, innanzitutto è un derby: camminando per le vie della città, le persone con cui ho parlato mi hanno detto che qui a La Spezia non esistono partite sentite come quelle contro Livorno e Genoa; e come tutti i derby, sarà una partita imprevedibile in cui le due squadre giocheranno meravigliosamente bene oppure non giocheranno affatto. Noi dovremmo essere bravi a provare a vincere la partita con tutte le nostre forze, ma, al tempo stesso, a rimanere lucidi perché il campionato non finisce domani e abbiamo ancora tante partite per inserirci in zona playoff. Domani dobbiamo pensare essenzialmente a fare un regalo ai nostri tifosi, alla società e alla nostra classifica: al prosieguo del nostro cammino, penseremo in un secondo momento”.

Oggi, che tipo di avversario è il Livorno? “Il Livorno è un avversario di tutto rispetto e che ha individualità di valore e una struttura di squadra: basti pensare a calciatori come Vantaggiato, Jelenic , Vajushi e Baez, solo per fare alcuni nomi. Avendolo conosciuto personalmente,apprezzo molto capitan Luci per la maniera che ha di lavorare per la squadra e di interpretare il proprio ruolo al servizio della stessa, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. A prescindere da ciò, lo Spezia ha tutte le carte in regola per mettere in difficoltà il Livorno e vincere la partita”.

E’ possibile che Panucci, nel poco tempo a sua disposizione, abbia radicalmente modificato il volto della squadra? “Panucci aveva impostato un certo tipo di lavoro sin dall’inizio della stagione: è possibile che, venendo a modificarsi gli obiettivi stagionali in corso d’opera, quattro – cinque partite al di sotto delle aspettative possano aver portato un certo tipo di malumore. A vederla da fuori, sembra che Panucci sia stato più bravo a coinvolgere la squadra rispetto al suo predecessore”.   

“Nel Livorno ho tanti amici, sia all’interno della società che fuori da essa: domani, tuttavia, penserò soltanto alla partita perché, quando si scende in campo, bisogna lasciare da parte le questioni personali a cui si può tornare a pensare solo dopo che l’arbitro ha fischiato la fine: pertanto, auguro al Livorno di tornare alla vittoria già dalla prossima partita casalinga perché noi abbiamo più bisogno di loro di vincere questo match” ha concluso Di Carlo.  

Sezione: Calcio / Data: Sab 13 febbraio 2016 alle 20:10
Autore: Gianluca Andreuccetti
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