Avellino – Sarà molto difficile da digerire la sconfitta in cui è incappato il Livorno nella trasferta in Irpinia per la settima giornata del girone di ritorno. In questa posizione di classifica, dopo il rendimento delle ultime gare, a questo punto della stagione, una sconfitta così immeritata proprio non ci voleva. Il Livorno esce sconfitto dal semivuoto Partenio di Avellino dopo aver dominato tutto il primo tempo e gran parte della ripresa, ma soprattutto dopo aver giocato molto di più e molto meglio dei padroni di casa. Per non parlare delle occasioni da gol. Il Livorno ne esce a testa alta, ma senza nessun punto, anche quando uno solo sarebbe stato troppo poco.

Il primo tempo, a parte la fisiologica fase di studio, è un monologo del Livorno. Già all’intervallo il numero uno in casacca verde Pierluigi Frattali è incoronato uomo-partita per le prodezze, se ne contano come minimo tre, con cui sventa le conclusioni degli amaranto. I suoi si dimostrano in grave crisi di gioco, le cinque giornate senza vittoria non possono essere solo una coincidenza, e palesano evidenti difficoltà nella gestione della partita. Il match winner è il portiere. Il Livorno costruisce e conclude con regolarità e determinazione. La sfortuna e le imprecisioni di Vantaggiato e Báez mantengono la sua rete inviolata fino alla fine. Per colmo, al 44°, Ciccio Tavano trova il gol dell’anno con una volee che lascia sconcertati tutti, Pinsoglio compreso. Il suo modo di segnare e quello di esultare non sono cambiati da cinque anni a questa parte.

Nella ripresa l’andazzo non cambia e, come facilmente prevedibile il, Livorno perviene al pari. Frattali viene battuto da Vergara al 54° ma solo su tap in da distanza ravvicinata. L’Avellino reagisce ma non con quella irruenza che fa tremare. Al 59° però, com’è - come non è, è di nuovo in vantaggio. Sul tiro del congolese Benjamin Mokulu Tembe, il signor Antonio Rapuano di Rimini considera ininfluente la posizione del subentrato João Silva e convalida un 2 a 1 bugiardo come la luna.

Ed è così che finisce la partita, con un risultato che non rispecchia affatto i valori apprezzati in campo e che svilisce una prestazione, della squadra e dei singoli, effettivamente positiva. Per questo motivo sarà difficile da digerire e metabolizzare in breve tempo. Ci sono solo tre giorni per farlo.

Sezione: Calcio / Data: Dom 28 febbraio 2016 alle 13:50
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
vedi letture