Livorno – È sempre più difficile sperare in un futuro migliore per il Livorno di quest’anno. La serie di partite assurde ed incredibili nell’acquisizione del risultato continua a sbigottire il popolo amaranto. È un popolo ormai affranto ma non per questo rassegnato. E’ un ambiente avvilito sì, ma ancora assetato di soddisfazione e di rivincita. Siamo di fronte ad una serie negativa ormai interminabile che, ahinoi, non si esaurisce neanche con la 35esima giornata. Con la corazzata Bari arriva la terza sconfitta nelle tre partite della gestione Colomba. Contro la candidata alla promozione diretta del presidente Paparesta, oggi si siede in panchina anche il tifoso numero uno, senza impermeabile giallo ma agguerrito e determinato a vincere come se non ci fosse un domani. E, anche lui, ne ha ben d’onde.
Agguerrito e determinato è anche il 4-4-3 schierato per l’occasione dal mister maremmano, un modulo che può contare anche sui recuperi di Emerson dietro e di Luci nel mezzo al campo. Quella del primo tempo è una squadra viva, che costruisce e conclude offrendo anche sprazzi di buon gioco, ovvero tutto quello che ora, allo stato attuale delle cose, non serve. Perché ora servono solo i gol.
La notizia, quella buona, è che il Livorno, dopo oltre undici ore di gioco, torna a segnare. Lo fa a tre minuti dalla fine con Cazzola. Il subentrato con il numero 44 insacca al volo e riporta in pari le sorti di un incontro che al minuto 78° aveva preso la peggiore delle pieghe con il vantaggio barese del fantasista Rosina. Dopo il pareggio l'undici amaranto, coadiuvato dall’incitamento di tutto lo stadio, dal presidente all'ultimo degli inservienti, tira fuori tutto l’orgoglio che la maglia impone e ci prova fino alla fine con ammirevole abnegazione.
Ma tutte le speranze si infrangono sul colpo di reni del portiere Micai che al 92° devia in corner la conclusione di Vantaggiato. Il colpo di grazia invece arriva ad una manciata di secondi dal triplice fischio del signor Baracani di Firenze. Lazzari, il rifinitore del primo gol, questa volta ci mette la testa e segna l’1 a 2 facendo piombare il Picchi in un’atmosfera surreale.
Uscire dal campo, e dallo stadio, in questo stato umorale è una vera e propria maledizione. È per questo che è sempre più difficile porre fine a questa incresciosa situazione. Sempre più difficile ma non impossibile. Niente è impossibile.
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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